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Inzaghi-Pioli, i destini incrociati del calcio

Domenica pomeriggio si ritroveranno all'Olimpico il vecchio e il nuovo della Lazio

redazionecittaceleste

ROMA - Quanti incroci del destino in Lazio-Fiorentina di domenica pomeriggio (si gioca alle 18 all’Olimpico). Il calcio è fatto da episodi che incidono e decidono le carriere di giocatori. Ma anche degli allenatori. Pioli e Inzaghi si sono spesso scontrati e una volta incrociati, con destini diversi e magari beffardi. Quando giocava, Simone Inzaghi era solo il fratello di Filippo. Sempre sotto i riflettori, infatti, ‘Super Pippo’ per i suoi gol che spesso si traducevano in trofei per il Milan, per la Juve e anche per l’Italia. Da allenatore, invece, Simone ha preso la sua rivincita. E’ lui l’Inzaghi in copertina, quello che adesso tutti vorrebbero, diventato tecnico della Lazio per necessità, dopo l’esonero proprio di Pioli, in seguito a una sconfitta nel derby. Era il 3 aprile del 2016, ricorda la Nazione. Soluzione interna che secondo tanti non poteva durare e infatti alla fine della stagione Simone è vicino alla Salernitana, considerato che la Lazio e Marcelo ‘El Loco’ Bielsa avevano trovato l’accordo. Ma il tecnico argentino, dando credito al suo soprannome, consegna le dimissioni subito dopo, lasciando i biancocelesti in difficoltà. Lotito, secondo alcuni per scelta, secondo altri per ‘disperazione’, torna sui suoi passi e richiama Simone. La sua fortuna. Da quel momento, mentre Pioli entrava nel tritacarne Inter, Inzaghi iniziava a macinare punti, fino a portare la Lazio in finale di coppa Italia (persa) e in quella di Supercoppa Italiana (vinta), sempre contro la Juventus. Ora i biancocelesti sono sulla soglia della zona Champions e stanno giocando bene (il derby ha storia propria).

DERBY 

A Pioli, invece, fu fatale proprio la stracittadina. Cosa sarebbe successo se quella gara avesse avuto un epilogo diverso? Interrogativo che resta sospeso. Magari Pioli sarebbe ancora allenatore della Lazio. O forse anche dell’Inter, la stagione dopo, se la squadra non si fosse dissolta dopo la rimonta fino alla quarta piazza. Se il posto Champions fosse stato centrato, avrebbe allontanato Spalletti dai nerazzurri. Con la conseguenza che ora Pioli non guiderebbe la Fiorentina, ma sempre l’Inter. Chissà se entrambi ci pensano. Forse no. Le ‘sliding doors’ condizionano anche il calcio.

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