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Inzaghi vuole mandare al Diavolo Gattuso

Inzaghi vuole mandare al Diavolo Gattuso

Lazio-Milan è anche una sfida nella sfida in panchina fra i due giovani allenatori

di redazionecittaceleste

ROMA – Al Diavolo il Milan, Simone Inzaghi stavolta vuole mandare all’inferno i rossoneri. E togliersi qualche sassolino dalla scarpa, sfatando quel tabù che non lo ha mai visto vincere contro il suo avversario in panchina, Gennaro Gattuso.

Nei tre precedenti in Serie A, Ringhio ha messo da parte l’amicizia con Pippo e non ha mai regalato nulla al fratello Inzaghino. Alla prima da avversari lo scorso 28 gennaio, il Milan ha protetto il fortino del Meazza (dove i biancocelesti non la spuntano dal 1989) e battuto la Lazio per 2-1: quello di Adam Marusic resta l’unico gol segnato. Poi c’è stato il doppio incrocio nelle semifinali di Coppa Italia quando, dopo lo 0-0 a San Siro, Inzaghi si è dovuto leccare le ferite nella sconfitta più cocente: quella arrivata al termine dei calci di rigore, allo scadere in parità dei tempi supplementari (sempre 0-0), che ha sbarrato a Simone le porte della finale. La voglia di riscatto è soltanto un ulteriore incentivo per la Lazio nella sfida contro il Milan, un big match che vale la zona Champions e il quarto incrocio tra due allenatori giovani ma ormai esperti, alla guida delle squadre che li hanno visti crescere e consacrare nel calcio, prima da giocatori e poi come tecnici.

D’altronde, sul rettangolo verde Inzaghi e Gattuso hanno cominciato ad affrontarsi nel 1999, la prima volta in una pazza partita vissuta da comparse. Il 3 ottobre di quell’anno, in un pirotecnico Lazio-Milan terminato 4-4, i due si sono incrociati per otto minuti compreso il recupero: Simone a sostituire Simeone al 71′, Rino per gli ultimi giri di orologio. In oltre un decennio di sfide, sono solo 173 i minuti da avversari vissuti con le maglie biancoceleste e rossonera: il centrocampista da titolare inamovibile, l’attaccante specializzato nel gol al fotofinish. Eppure alla fine della carriera da calciatore, il bottino contro il Milan non sorride a Inzaghi che negli anni alla Lazio non ha mai vinto e segnato appena un gol (più assist) nella sconfitta per 2-3 nel ritorno dei quarti di Coppa Italia nella stagione 2001/02.

Ed ecco il secondo tabù da sfatare, perché da quando è l’allenatore della squadra capitolina le cose non sono andate meglio. La bestia rossonera di Simone non è soltanto Gattuso ma anche il Milan, che è riuscito a battere in una sola occasione da quando siede in panchina. Una vittoria da ricordare, era il 10 settembre 2017, una tripletta di Ciro Immobile – ricorda IlTempo – e il poker di Luis Alberto ad affossare la squadra allora guidata da Vincenzo Montella. Quel successo è rimasto un’eccezione, il bilancio è di 3 sconfitte e 2 pareggi contro i rossoneri. Al Diavolo anche le statistiche, stavolta Inzaghi non intende sbagliare ancora.

Cittaceleste.it

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