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Quo vadis, Keita?

Il talento senegalese potrebbe diventare, se trattenuto, uno dei capisaldi per le prossime stagioni

redazionecittaceleste

di Lorenzo Ottaviani

ROMA - Una prestazione straripante ieri contro il Palermo. 11 reti messe a segno in campionato, condite da 3 assist. Keita Baldè Diao sta imparando a fare tutto lì davanti, anche ad agire come seconda punta a supporto di Immobile con risultati importanti. Il prezzo quindi continua a lievitare, ma con queste prestazioni è giusto porsi una domanda: è davvero giusto lasciar partire un talento di questa portata?

LA CRESCITA - La partita contro i rosanero ha messo in evidenza le enormi potenzialità che l'ala di Arbucies può esprimere giocando come seconda punta. La possibilità di svariare su tutto il fronte d'attacco, unita con la velocità e il dribbling di cui dispone, lo rendono difficile da marcare. Sta migliorando inoltre nel tiro in porta - fondamentale in cui era piuttosto carente - e nella capacità di muoversi in maniera adeguata nelle azioni offensive. Oltretutto, particolare non da sottovalutare, l'aver avanzato il suo raggio d'azione contribuisce a togliergli delle mansioni di ripiegamento difensivo che non fanno parte del suo DNA. Sostanzialmente si ha l'impressione di aver trovato per il numero 14 una collocazione tattica azzeccatissima, che potrebbe portare la Lazio a puntare su di lui come partner di Immobile (offerte milionarie permettendo). Ecco le parole del suo agente: CONTINUA A LEGGERE

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