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La rivincita del made in Italy biancoceleste

La rivincita del made in Italy biancoceleste

Sotto lo sguardo di Mancini segnano Immobile, Parolo e Cataldi, tutti con il sogno nazionale. Non succedeva da due anni alla Lazio

di redazionecittaceleste

ROMA – Uno snobbato, uno dimenticato e uno scartato. Il tabellino di Lazio-Spal (Immobile, Cataldi e Parolo) per il Mancio sembra uno scherzo del fato. E’ la rivincita del made in Italy biancoceleste sotto il suo sguardo. Mica male quanto successo l’altro ieri all’Olimpico, non solo per Inzaghi dopo il ko con l’Inter, ma anche per il ct.

Al club capitolino non succedeva addirittura da 21 agosto 2016, alla prima giornata di campionato con l’Atalanta (3-4), di sfoggiare tre marcatori italiani. Due anni dopo, con la Spal, c’è solo Parolo al posto di Lombardi. Identica la doppietta di bomber Immobile, cattivo il suo destro al volo. Poi, ancora rabbioso, ecco il bis di piattone e un palo a negargli di portarsi a casa il pallone. Ma come si fa a non considerare questo centravanti un campione? Secondo nella classifica capocannoniere, sette centri nelle ultime sette gare. Meglio di lui nessuno in Europa, stesso bottino di un certo Mbappe del Psg, campione del mondo e futuro pallone d’oro. La Francia se lo coccola il suo gioiello rampante, l’Italia invece ha dubbi sul suo miglior attaccante.

ESPERIENZA

Non solo la vena sotto porta, Immobile ripiega e dà una mano persino in difesa. E pensare che Mancini nega la sua unione con il resto della squadra. Ciro si danna e fa lo stesso Parolo per mettersi in mostra. Chissà se anche lui rientrerà nelle convocazioni per le imminenti sfide contro Portogallo (Nations League) e Stati Uniti (amichevole). Era un punto fermo prima di Conte e poi di Ventura, è stato fatto fuori dal nuovo corso. Eppure con la Spal ha dimostrato quanto sia prezioso. Parolo fa sempre il lavoro sporco, è su ogni palla. Ne recupera una al limite dell’area avversaria e scaglia una bomba. Poi mica si ferma, percorre più di 12mila chilometri sull’erba. Per questo a quasi 34 anni sogna – a ragione – di ritingersi come Acerbi (top player domenica con 3 anticipi e quasi il 98% di precisione dei passaggi) d’azzurro. Non sarà facile con Mancini, orientato a promuovere i giovani.

RINASCITA

C’erano grandi speranze su Cataldi, non possono essere sparite a 24 anni. Negli ultimi due Danilo si è un po’ perso, fra un prestito al Genoa e uno al Benevento. Domenica nel momento del bisogno è rinato e Inzaghi lo ha ringraziato: 91 palloni giocati, 61 passaggi e 4 occasioni, quanto tutte quelle create dalla Spal. Poi a suggellare una gara super anche la sberla da lontano per il gol. Così può ripartire il suo riscatto e lui sperare che anche la Nazionale sia pronta a riabbracciarlo. Era stato chiamato da Ventura nell’ultimo stage dell’aprile 2017, adesso deve sfruttare al massimo le prossime due gare. Mancheranno sia col Marsiglia che con il Sassuolo, Leiva e Badelj, Cataldi dovrebbe essere riconfermato. Ieri sono scattate già le prime prove europee a Formello: ritroverà una maglia da titolare Correa, scalpitano Caceres e Berisha. Anche se per il bene dell’Italia sarebbe bello rivedere pure Murgia.

Cittaceleste.it

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