La storia di Braafheid, messo fuori rosa: “Ma ora sono rinato grazie alla Lazio e Pioli”

ROMA – Un centrale a sorpresa. L’ultima idea trasloca Braafheid: Tare e Pioli l’hanno studiata, nell’immediato può essere lui il compagno dinamico di De Vrij per una coppia tutta oranje. Sono già iniziate le prove a Formello: “Ora rivedo la luce in fondo al tunnel. Avevo proprio bisogno di trovare…

di redazionecittaceleste

ROMA – Un centrale a sorpresa. L’ultima idea trasloca Braafheid: Tare e Pioli l’hanno studiata, nell’immediato può essere lui il compagno dinamico di De Vrij per una coppia tutta oranje. Sono già iniziate le prove a Formello: “Ora rivedo la luce in fondo al tunnel. Avevo proprio bisogno di trovare un club e un allenatore che credessero in me”, si sfoga Edson in Olanda. Dove avevano perso le sue tracce sotto la panchina dell’Hoffenheim: “A gennaio hanno ostruito il mio passaggio al Maccabi. Mi hanno distrutto senza un motivo, ma io non mi sono arreso. Voglio e posso ancora giocare a calcio. Sono più forte”. Nemmeno una presenza nell’ultima stagione, gli allenamenti fuori rosa. Braafheid aveva litigato col tecnico Gisdol, era in rotta col club tedesco: “Ma tutti sanno che non sono uno problematico. Ho chiesto spiegazioni, ma nulla”.

LA RINASCITA – Svincolato, adesso cerca il riscatto alla Lazio: “Avevo bisogno di stimoli e motivazioni per ritrovare la forma e tornare ai miei vecchi livelli”, confida ancora in patria. S’è rigenerato, ha superato il provino in ritiro ad Auronzo, Pioli l’ha ringiovanito. A 31 anni Braafheid ha ancora tecnica e velocità: aveva ricevuto rassicurazioni da Lensen, Tare ora ha le prove. Tanto che gli ha subito fatto firmare un anno di contratto con opzione per il secondo: “Abbiamo preso anche un terzino”, ha confermato ieri Lotito. In realtà un jolly. Perché, se è vero che ha convinto soprattutto per i cross deliziosi dalla fascia sinistra, Edson è stato testato anche come mezzala. E ora può persino insediarsi al centro con De Vrij per placare il rimorso: “Mi ha fatto male seguire la Nazionale in tv, dopo aver vissuto la finale contro la Spagna – riporta oggi il Messaggero – perché mi sarebbe bastato solo un anno al mio livello e avrei avuto la mia seconda possibilità al mondiale”.

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