Lotito-Ferrero, amici-nemici

Domani sera si ritroveranno i due presidenti più uniti in Lega

di redazionecittaceleste
Salomone

ROMA – Sono sicuramente due tra i presidenti più mediatici della serie A: Massimo Ferrero e Claudio Lotito. Romani, istrionici, presenzialisti il giusto. Quello di domani sera sarà il loro settimo confronto diretto. Bilancio favorevole al laziale: 4 vittorie. Il blucerchiato risponde con un successo e un pareggio, entrambi con Montella in panchina. Un rapporto da amici-nemici, maturato e sbocciato nel tempo dopo una diffidenza iniziale. I due oggi si sentono e si vedono, pur trovandosi ad esempio su posizioni politicamente opposte. Come in questo periodo complesso della vita del calcio italiano, con le enormi difficoltà a trovare un accordo sul nuovo amministratore delegato e sul nuovo presidente della Lega. La Samp di Ferrero è schierata con il gruppo dei “riformisti” (Juventus, Inter, Roma, Napoli), mentre Lotito sta dall’altra parte della barricata e cerca di compattare attorno a sé le medio/piccole. Tra Ferrero e Lotito peraltro non si sono mai concretizzate operazioni di mercato. La società blucerchiata aveva inseguito a lungo il difensore Radu, mentre non hanno mai trovato conferma i presunti interessi biancocelesti per Muriel, Torreira e Praet. Già beccati più di una volta a pranzo insieme (a Roma e a Milano), i due non si sono mai risparmiati le battute. In realtà più Ferrero di Lotito, che incassa con grande aplomb.

Un paio di mesi fa il blucerchiato aveva dichiarato a Radio Radio: «Lotito? È una brava persona, intelligente, un grande lavoratore e imprenditore che ha fatto tante cose buone, ma ora è finito: adesso noi dobbiamo pensare alla Lega. Lotito deve piantarla di strillare: può farlo con gli altri, non con me. Mi deve stare a sentire, altrimenti lo prendo a scappellotti». Sparsi nel tempo ci sono anche un «Lotito è meglio di Pallotta», un «Lotito è come il prezzemolo, secondo me dovrebbe pensare più a se stesso perché il lavoro che fa non gli viene riconosciuto», e in un’intervista rilasciata a Centro Suono: «Dicono che Lotito sia sempre stato un cuore giallorosso, lui lo negherà. Ma andate indietro di un po’ di anni, a quando lui andava sempre a vedere la Roma: io c’ero». La più citata, secondo Iltempo, è questa: «Lotito? Se c’è un funerale vuole fare il morto. Se c’è un matrimonio lo sposo». Ma il succo del loro rapporto è racchiuso in questa recente frase di Ferrero: «Litighiamo tutti i giorni, ma Lotito è veramente intelligente». L’amore non è bello se non è litigarello, si dice. Mentre nell’ambiente del calcio si dice che, al di là delle divergenze politiche, mai come in questo periodo i rapporti tra i due siano particolarmente buoni e frequenti.

Cittaceleste.it

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