Lucas Leiva: un leone fra le zebre

Il centrocampista brasiliano ieri ha dimostrato nuovamente di essere un calciatore di alto livello. Il leader che mancava al centrocampo di Simone Inzaghi…

di redazionecittaceleste

di Lorenzo Ottaviani

ROMA – L’inizio del film andato in scena ieri sera aveva la location delle grandi occasioni: l’Allianz Stadium, un fortino quasi inespugnabile sulla carta. La Lazio affrontava l’avversaria più difficile, quella Juventus che negli ultimi sei anni ha fatto il vuoto in Italia lasciando solo le briciole alle altre contendenti. Serviva un’impresa agli uomini di Simone Inzaghi per riuscire a tornare a Roma con qualche punto, ebbene ne ha raccolti ben tre. Oltre ai gol della sentenza Ciro Immobile, alla qualità di Luis Alberto e alla solidità della fase difensiva – capeggiata da un decisivo Strakosha -, è a centrocampo che la squadra capitolina ha vinto la partita. A guidare la squadra come vero leader è stato Lucas Leiva, il brasiliano che è già riuscito a cancellare Biglia dai pensieri e dai cuori dei tifosi. Perché il miglioramento della mentalità nell’affrontare certe partite deriva anche dall’esperienza e dal carisma del numero 6: mentre contro la Juventus ‘El Principito’ si nascondeva come una preda, ‘La Diga’ Leiva azzanna l’avversario direttamente al collo. Non fa girare nessuno, non permette ai bianconeri di ragionare e guida i compagni, che sanno di poter fare affidamento su di lui sia per difendere, sia in fase di prima costruzione.

LA DIGA DI HOOVER

lucasleiva

“La Juventus ed il Napoli rappresentano ancora i punti di riferimento, ma la Lazio sta crescendo moltissimo. La Juve rimane la favorita principale per lo Scudetto per la sua storia e la sua rosa. Credo però che quest’anno ci siano squadre che possano impensierirla per il titolo. Il Napoli gioca un buon calcio e da anni ottiene ottimi risultati, l’Inter si è rafforzata ed è cresciuta, la Lazio ha cominciato bene… Per la Juve sarà più dura adesso”. Non mentiva Lucas Leiva. La sua Lazio ha vinto e convinto. Già, la sua. Perché all’ex-Liverpool sono bastati pochi mesi per diventare un pilastro di questa squadra. Questo termine non è usato in maniera casuale, infatti il brasiliano davanti alla difesa è un’ira di Dio: un leone affamato di pallone, che sradica sovente dai piedi degli avversari, e ruggisce contro giocatori importantissimi come quelli che può vantare la Vecchia Signora. Ora bisognerà vedere se i biancocelesti riusciranno a sfruttare le vibrazioni positive di un’impresa del genere per continuare a far bene. L’ostacolo da evitare? Abbassare la tensione e la concentrazione, poiché giovedì c’è il Nizza e gli Inzaghi Boys non vogliono certo cedere il passo in Europa League. Nel big match di ieri c’è stata l’ennesima prestazione sontuosa di Immobile, che ha fatto di nuovo male alla Juventus: CONTINUA A LEGGERE

13.

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