Re Luis XVIII vuole il trono Champions, ma servono 3 punti col Crotone

Con le sue giocate, lo spagnolo ha aiutato la Lazio nella rimonta di Bergamo. Ora vuole riportarla alla vittoria…

di redazionecittaceleste

 

di Lorenzo Ottaviani

 

ROMA – Il match di domenica scorsa ne è stato prova inconfutabile: quando re Luis Alberto dice di iniziare a giocare a calcio, la Lazio obbedisce. All’Atleti Azzurri d’Italia i biancocelesti erano partiti col freno a mano tirato al cospetto di un’Atalanta tirata a lucido, un inizio talmente piatto che sembrava aver compromesso irrimediabilmente la sfida. Ma dopo i primi 20 minuti ecco l’episodio, Sergej Milinkovic danza sul pallone e scarica in porta un tiro imparabile: palo-gol, 2-1. Da quel momento, il centrocampista spagnolo inizia a salire in cattedra chiamando sempre il passaggio dei compagni e cercando di rendere la manovra più fluida con i suoi movimenti e i suoi tocchi. Missione riuscita, tanto che poco dopo arriva il pareggio del Sergente, stavolta anche grazie ad un’accelerazone e un passaggio felpato degni del numero 18 biancoceleste. Poi la Lazio rallenta di nuovo ad inizio ripresa, va nuovamente in svantaggio e il re decide di emanare un nuovo decreto, con l’aiuto di Felipe Anderson e Caicedo, apre il piatto destro e mette la palla in buca d’angolo, suggellando il definitivo 3-3.

 

TOCCO REGALE, ASSIST GENIALE, TIRO LETALE

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Luis Alberto dopo quattro mesi di campionato è un giocatore lontano anni luce da quello impaurito e insicuro che era arrivato a Roma due estati fa. I dubbi che i tifosi nutrivano nei suoi confronti hanno lasciato posto alla speranza, alla quasi adorazione di questo talento cristallino capace di cambiare le sorti dei capitolini con un passaggio filtrante o con un dribbling. Contro l’Atalanta ha siglato la sua sesta rete stagionale in 22 match giocati, gli assist invece sono già 8. A dicembre ha già eguagliato i suoi record stabiliti con il Deportivo la Coruna nella stagione 2015-16, quando riuscì a mettere insieme lo stesso numero di gol e assist, ma in 31 partite complessive. Una crescita costante e impetuosa quella del trequartista di San José del Valle, che sta risvegliando l’interesse di grandi club. Addirittura il Barcellona, il club che lo ha prelevato dal vivaio del Siviglia, ci starebbe facendo un pensierino. Starà alla Lazio riuscire a respingere gli attacchi delle altre squadre, forte di un bilancio solido e della possibilità di non vendere per forza pezzi pregiati del proprio parco giocatori. Nel frattempo Stefan de Vrij rifiuta l’offerta del Milan e pensa anche alla permanenza in biancoceleste: CONTINUA A LEGGERE

 

 

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