Parolo l’inarrestabile. E ora vuole superarsi…

ROMA – Centrocampista, sulla carta. Ma come fai a catalogare Marco Parolo? Come fai ad ingabbiarlo in un solo ruolo? Ha corsa e resistenza. Ha la malizia degli antichi bucanieri, ecco perché s’infila in area e sa trasformarsi in un attaccante aggiunto. Centrocampista, per definizione. Tuttocampista, per certificazione. Bomber, per…

di redazionecittaceleste

ROMA – Centrocampista, sulla carta. Ma come fai a catalogare Marco Parolo? Come fai ad ingabbiarlo in un solo ruolo? Ha corsa e resistenza. Ha la malizia degli antichi bucanieri, ecco perché s’infila in area e sa trasformarsi in un attaccante aggiunto. Centrocampista, per definizione. Tuttocampista, per certificazione. Bomber, per indole. Marco Parolo, mister cinque gol in campionato, va a caccia del suo record. Con il Parma, l’anno scorso, ha segnato 8 reti, può eguagliare il primato e magari migliorarlo. Ha segnato al Palermo nel match di andata, proverà a servire il bis domenica. Il vizietto del gol se lo porta dietro da anni e non ha intenzione di perderlo. Marco Parolo corre, rincorre, segna. Per Pioli è insostituibile, gli ha affidato un posto a vita nella sua Lazio. Marco Parolo fa un lavoro unico, gioca senza sosta, lo fermano soltanto le squalifiche. Tutti vorrebbero uno come lui, un gregario di lusso, un jolly, un ragazzo d’oro. Ha assunto più ruoli nella Lazio, spesso viene scelto per parlare ai media. Marco Parolo sa usare le parole, non s’affida a frasi banali, offre riflessioni interessanti, spunti degni di nota.

 

 

I numeri. Chi è Marco Parolo? E’ il laziale con più presenze in campionato (22). E’ un rubapalloni, ne ha recuperati 132, solo Lucas Biglia ha fatto meglio di lui (146). E non si limita a recuperare, ha completato con successo 748 passaggi, s’è piazzato alle spalle di Biglia (1037) anche in questa graduatoria. Non è finita perché Marco Parolo è secondo, dopo Candreva (53), ad aver effettuato più tiri (33). Presenze, recuperi, passaggi riusciti, tiri e gol (le famose 5 reti), gli mancano solo le parate, per il resto sa fare tutto.

La scelta. Ha scelto Roma per consacrarsi e la Lazio ha deciso di puntare su di lui riconoscendogli un contratto di cinque anni. Parolo ha compiuto 30 anni a gennaio, non è giovanissimo, ma è importantissimo. Vuole l’Europa, l’aveva conquistata con il Parma, ma la società fu estromessa. Vuole l’Europa, l’ha sognata, manca nella sua collezione. Parolo ha giocato il Mondiale brasiliano e adesso aspetta di vivere l’atmosfera che sa regalarti una Coppa europea. Quanto corre e quanto segna, Marco Parolo. Siamo sempre lì, il suo rendimento è multiplo. E nonostante gli sforzi e le partite giocate sino al 90’ riesce a garantire continuità. Ha conosciuto la ribalta a 25 anni, dopo aver calcato palcoscenici impolverati, tanti campi di provincia. Ha lottato per farcela e ce l’ha fatta, ha saputo attendere il suo momento e l’ha colto al volo. A Udine era dappertutto, gravitava a centrocampo, si sganciava, rientrava, si fiondava in avanti, pressava, raddoppiava, tirava. E’ stato tra i migliori. I veri gregari sono fatti così: sgobbano in silenzio, lavorano per gli altri, non cercano la notorietà, si fanno baciare dai riflettori senza chiederlo. Marco Parolo ha questa immagine da anni, la Lazio l’aveva messo nel mirino nella notte in cui le segnò con il Cesena al “Manuzzi”. Parolo fece partire un bolide, s’infilò alle spalle di Muslera. C’era Reja in panchina ed era primo in classifica. Marco Parolo si sta facendo perdonare dando tutto in campo, lottando per la maglia biancoceleste. I tifosi apprezzano calciatori così, uomini che sanno identificarsi nei simboli e lasciano il sudore sul campo. Marco Parolo si sfianca per la Lazio, la aiuta a costruire, a finalizzare, a vincere. E’ un giocatore completo, utilissimo. Ha ragione Pioli, s’è affidato a lui sin dal primo giorno, non ha mai pensato di sostituirlo neppure in Coppa Italia (l’ha fatto partire titolare a Torino e contro il Milan). Parolo non si lamenta, tira la carretta e non tira indietro la gamba. E’ stimato anche da Antonio Conte, uno così non ha problemi a sdoppiarsi, lo fa naturalmente. Ed è sempre se stesso: calciatore e uomo. (Corriere dello Sport)

Cittaceleste.it

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