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Per fortuna solo crampi per il mago Luis Alberto

Si temeva lo stiramento per il fantasista spagnolo uscito anzitempo

redazionecittaceleste

ROMA - Un toro scatenato. Mai domo. Il primo ad incendiarsi, l’ultimo a mollare. Luis Alberto prova a dare la carica a suon di assist e magie, tentando a più riprese di spronare i compagni a non arrendersi, ma purtroppo predica nel deserto. La fine del primo tempo segna la gara, soprattutto nella testa dei biancocelesti. Quel rigore sacrosanto negato - sottolinea ilMessaggero - e l’espulsione immediata di Immobile ha spento ogni cosa. Solo lo spagnolo, insieme a Lulic e con il bomber napoletano hanno tentato di spiegare cosa fosse successo nell’area di rigore granata. Ma non c’è stato niente da fare. Furente l’ex calciatore del Liverpool, durante l’intervallo ha detto di tutto e di più. “Ma come si fa a non vedere, quello che è successo è incredibile, evidentemente la Lazio dà parecchio fastidio e non può stare tra le prime quattro”, le frasi di Luis. Parole pesantissime che, forse, avranno un seguito e che hanno acceso gli animi.

SENZA SPERANZA

Appena è rientrato in campo, il diciotto della Lazio non faceva altro che andare a parlottare con tutti i suoi compagni per caricarli. Ma è stato tutto vano. Lui nel frattempo in campo lottava come se non fosse accaduto nulla. E poco importa se il Torino va in vantaggio. Lo spagnolo è tra i primi a prendere il pallone in fondo alla rete per portarlo a centrocampo e ricominciare. Stessa cosa ha fatto subito dopo il raddoppio di Rincon. Lui ha continuato a giocare, provando a servire palloni invitanti per Felipe Anderson e Milinkovic-Savic. Il brasiliano ha cercato di seguire il compagno, ma il serbo stava in un’altra dimensione, tanto che Luis più volte lo ha incoraggiato a giocare e pensare solo a questo. Ma anche qui non ha ricevuto risposte. Nemmeno il gol dell’1-2 segnato proprio dal trequartista della Lazio ha dato la scossa che tutti speravano. Anche qui, per la terza volta consecutiva, il fantasista laziale è andato a riprendersi il pallone appena scagliato in rete e riportarlo a centrocampo. Ma è l’unico a crederci, tutti gli altri hanno alzato bandiera bianca. Un peccato perché lui credeva di riuscire nell’impresa di rimontare il Torino anche in dieci. Stremato ha finito la partita con i crampi. La rabbia per quanto è successo alla fine del primo tempo resterà per molto tempo. E il rischio che, nonostante la tenacia di Luis Alberto, questa gara lascia il segno sulla stagione laziale.

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