Cittaceleste.it
I migliori video scelti dal nostro canale

notizie

Sergej, lo specialista in trasferta senza mezze misure

Ha segnato 5 gol, tutti lontano dall'Olimpico

redazionecittaceleste

ROMA - Da vanitosissimo me a decisivissimo me. Sergej Milinkovic non conosce mezze misure nel bene e nel male. Lo vedi danzare in campo sovrastando l’avversario con la quantità e la qualità. Applausi. Un secondo dopo ti fa imprecare per i leziosismi fini a se stessi. Un tacco di troppo, un doppio passo in più e la palla che si perde o che viene ripresa dagli avversari. Inzaghi entrerebbe in campo per abbracciarlo e per rimproverarlo. Non ti lascia il tempo Sergej. E così quando la partita di Marassi sembra adagiarsi su una sconfitta è lui che la risolleva d’improvviso: segna (terzo centro stagionale) e fa segnare. Pareggia con un gol di rapina e propizia la rete del sorpasso di Caicedo. L’arbitro Mazzoleni si consulta con il Var per di assegnarlo e quando lo fa Sergej gioisce come se quel gol lo avesse segnato lui. Abbraccia tutti.

RIECCO IL SORRISO

Al triplice fischio esulta sotto il settore dei tifosi laziali scatenando le ire di quelli blucerchiati. Ma come detto lui è così, spiega IlMessaggero: prendere o lasciare. «Siamo andati sotto, poi abbiamo pareggiato ma non ci bastava e abbiamo spinto nel secondo tempo vincendo. Inzaghi voleva cambiarmi perché ero affaticato all’adduttore ma volevo continuare. Sul gol ho detto subito che non era fuorigioco, Caicedo era dietro all’ultimo difensore e lo avevo visto. Una bella vittoria dopo due partite non giocate benissimo. Rimaniamo su in classifica, questo è l’importante» le parole del gigante serbo. Impressionate quando decide di cambiare ritmo. Ha fisico da corazziere e piedi sopraffini. Un mix letale. Non aveva brillato nelle ultime due gare e la Lazio, inevitabilmente, ne aveva risentito. Ieri è stato decisivo. Nel primo tempo veronica e lancio millimetrico per Luis Alberto che non sfrutta. Tutto Marassi rimane a bocca aperta. Nella ripresa strappa i tre punti Champions alla Sampdoria.

IL CAPITANO

Alla felicità di Milinkovic fa eco quella di capitan Lulic: «Ci abbiamo sempre creduto, segnare all’ultimo minuto è più bello. Loro avevano sempre vinto in casa, volevamo per forza di cose portare a casa i tre punti. Ma anche in svantaggio ci credevamo, stavolta allo scadere qualcosa a nostro favore. Rimane l’amaro per il pari con la Fiorentina, ma guardiamo avanti. Non possiamo parlare di crisi solo per una sconfitta e un pareggio. Dobbiamo chiudere quest’anno solare vincendole tutte».

Cittaceleste.it