Stadio delle Aquile: Lotito si muove!

di redazionecittaceleste

 

ROMA – Claudio Lotito è pronto a muoversi. Un’altra volta, come dieci anni fa quando – sindaco Walter Veltroni – portò avanti il progetto dello stadio delle Aquile, poi naufragato. Il voto favorevole del Campidoglio sulla delibera di pubblico interesse per l’impianto della Roma – scrive il Corriere della Sera – ha dato l’ultima spinta al presidente della Lazio. A fine estate, risolte le mille grane di mercato e le questioni caldissime ai vertici delle leghe di serie A e B, il proprietario del club biancoceleste darà il via all’iter burocratico. Ha già tutto in testa, in modo chiarissimo. Innanzitutto Lotito sa dove vuole costruire lo stadio: nei 500 ettari di terreno che possiede al chilometro 6,2oo della via Tiberina, una proprietà che arriva fino alla bretella autostradale che dal Gra porta fino a Roma Nord, sulla quale passa anche la ferrovia. Non a caso, nelle sue intenzioni, c’è la creazione di una stazione e di un casello: lo stadio (e ciò che gli sorgerebbe attorno) sarebbe facilissimo da raggiungere sia in treno sia in auto.

Dello stadio Flaminio non vuole nemmeno sentir parlare, perché poco fruibile. “E dove li facciamo i parcheggi, ad esempio?”, chiede furibondo a chi glielo propone, facendogli notare la sua collocazione in un quartiere storicamente biancoceleste. Niente da fare: non sarà lui a risolvere la grana legata al degrado dell’impianto disegnato da Nervi. Ovviamente non è passata inosservata a Lotito la modifica che il governo ha portato alla legge sugli stadi a fine aprile: grazie a questa variazione, alla costruzione degli impianti sportivi potrà essere abbinata anche quella di nuovi complessi residenziali (in precedenza si potevano realizzare solo attività commerciali). Così attorno allo stadio delle Aquile potranno sorgere – lo dice la legge – condomini e palazzi: un’occasione da non perdere e che la Lazio ha intenzione di sfruttare per sostenere l’operazione dal punto di vista finanziario. I problemi non mancheranno, com’è naturale che sia. Uno su tutti, il rischio idrogeologico legato alla zona nella quale Lotito vorrebbe costruire lo stadio, sull’ansa del Tevere. C’è il pericolo di esondazioni, ma il presidente è convinto che bastino interventi mirati per mettere tutto in sicurezza. A questo punto, è sufficiente ritoccare un po’ il vecchio progetto messo da parte dieci anni fa. Poche settimane ancora e Lotito lo tirerà fuori dal cassetto.

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