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Lazio, Sacchi: “Con Sarri mi aspetto una squadra al vertice”

Sarri Auronzo

L'ex allenatore, Arrigo Sacchi, ha parlato del campionato e delle possibilità che ha la Lazio di finire in vetta alla classifica

redazionecittaceleste

Nelle scorse ore i microfoni della Gazzetta dello Sport hanno parlato con l'ex allenatore Arrigo Sacchi. Il tecnico ha detto la sua sul campionato soffermandosi sulle potenze del nord che, come la maggior parte delle volte, si contenderanno il titolo di campione d'Italia. Ciononostante, bisognerà fare attenzione alle due squadre della Capitale. Maurizio Sarri alla Lazio e José Mourinho alla Roma potrebbero far fare ai club capitolini il tanto atteso salto di qualità. Di seguito ecco le parole che l'ex allenatore ha rilasciato sulla prossima Serie A:

 Lazio in ritiro ad Auronzo

Le candidate al titolo

"La Juventus è la favorita per vincere lo scudetto. Credo che abbia ancora qualcosa in più rispetto alle sue rivali del nord. Il ritorno di Allegri contribuirà a portare entusiasmo. Oltre al tecnico il club ha calciatori giovani in grado di dare il loro contributo come Chiesa, Kulusevski oppure Rabiot. Max è un ottimo allenatore per il nostro campionato. Ha le idee chiare ed è capace di ottenere il massimo dai suoi uomini. Tra i nerazzurri peserà l'assenza di Conte, è un grande allenatore che tra i meneghini faceva tutto. All'occorrenza vestiva anche i panni del dirigente. Si è sempre fatto trovare presente. Tuttavia Inzaghi, il suo sostituto, ha dimostrato di essere un allenatore preparato. Alla Lazio ha fatto vedere di che pasta è fatto. I rossoneri, invece, dovranno stare attenti al bilancio. Vincere accumulando debiti equivale a vincere barando. Anche Spalletti è bravo, al suo fianco avrà un presidente attento al bilancio. De Laurentiis merita i complimenti per come ha gestito il Napoli. Ma ora devono fare il salto di qualità".

Sulle romane

"La Lazio farà benissimo e si candiderà per una posizione di vertice. Da Mourinho alla Roma mi aspetto spettacolo. Comunque se dovessi dare un consiglio agli allenatori, direi loro che il gioco è l'unico giocatore: non può né infortunarsi, né andare fuori forma".