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Milan arabo con ‘Fly Emirates’: 180 milioni e nuovo stadio

Milan arabo con ‘Fly Emirates’: 180 milioni e nuovo stadio

‘Casa Milan’ non sarà soltanto la nuova sede rossonera, ma anche l’inizio di un nuovo corso ambizioso, una molla che serva a rispedire il Milan nell’elite del calcio europeo. Barbara Berlusconi ha aperto a nuovi soluzioni, spalancato le porte all’ingresso in società di nuovi partner, ma chiuso alla possibilità di…

di redazionecittaceleste

‘Casa Milan’ non sarà soltanto la nuova sede rossonera, ma anche l’inizio di un nuovo corso ambizioso, una molla che serva a rispedire il Milan nell’elite del calcio europeo. Barbara Berlusconi ha aperto a nuovi soluzioni, spalancato le porte all’ingresso in società di nuovi partner, ma chiuso alla possibilità di un passaggio di mano.

La famiglia Berlusconi, infatti, non intende lasciare il Milan ma sa bene che – a partire dall’anno prossimo, senza Champions – sarà ancora più dura limare il gap con gli altri top club europei senza l’aiuto di un socio, che con tutta probabilità arriverà dal Medio Oriente. “Il mio prossimo viaggio in Medio Oriente e altri futuri nel far East e negli Stati Uniti sono finalizzati anche a verificare se si possono fare simili partnership“, ha annunciato ‘Lady B’.

Tra i candidati all’ingresso in società, c’è sicuramente ‘Fly Emirates’, la compagnia aerea di Dubai già main sponsor del Milan con una partecipazione di 12-15 milioni di euro. Per diventare partner servono però, tra i 150 e i 180 milioni, cifra che gli arabi sarebbero disposti ad investire solo in relazione alla costruzione di un nuovo stadio che – come si è visto con lo ‘Stadium’ – offrirebbe un ritorno economico non indifferente.

“Tutti i club (Bayern e Manchester City;ndr) che hanno intrapreso questa strada con sponsorizzazioni importanti hanno avuto la possibilità di coinvolgere lo sponsor nella costruzione dello stadio”, precisa Jaap Kalma, direttore marketing di ‘Casa Milan’. E se non si dovesse raggiungere un accordo con ‘Fly Emirates’, il Milan avrebbe già pronta l’alternativa ‘Etihad’, che in questi giorni sta definendo l’ingresso in Alitalia.

Prende dunque sempre più corpo l’ipotesi di un ‘Milan arabo’ dalla prossima stagione in poi.  Il 30% delle quote verrà affidato al nuovo socio di minoranza, ma la questione stadio rimane un fattore in tal senso. L’unico problema è quello che il Milan resterà a San Siro fino al 2017 e – nonostante un progetto architettonico già pronto – si deve ancora scegliere l’area dove sorgerà il nuovo impianto, dopo che la soluzione Expo è stata considerata troppo costosa. (Goal.com)

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