Milan: Berlusconi rivuole Verdi

Silvio Berlusconi è stato chiaro anche ieri, come ha dimostrato pure il mercato di gennaio della formazione rossonera: dall’anno prossimo dovrà essere un Milan molto italiano, giovane e costruito sempre di più col contributo del settore giovanile. In questa ottica, oltre al regista Mirko Valdifiori, il grande osservato nella sfida…

di redazionecittaceleste

Silvio Berlusconi è stato chiaro anche ieri, come ha dimostrato pure il mercato di gennaio della formazione rossonera: dall’anno prossimo dovrà essere un Milan molto italiano, giovane e costruito sempre di più col contributo del settore giovanile. In questa ottica, oltre al regista Mirko Valdifiori, il grande osservato nella sfida contro l’Empoli sarà Simone Verdi, uno che nella cantera di Milanello si è fatto le ossa prima di proseguire il suo percorso di crescita nel Torino, nella Juve Stabia e di esplodere definitivamente alla corte di Sarri.

UN 10 PER BERLUSCONI – Attaccante esterno ideale in un 4-3-3, ma soprattutto trequartista di grande qualità e uomo da ultimo passaggio in un ipotetico ritorno al 4-3-1-2, un ruolo da sempre amato dal presidente milanista. Un giocatore che romperebbe l’attuale tradizione all’insegna di giocatori molto muscolari ma incapaci di dare qualità alla manovra e che sarebbe il giusto riconosimento al lavoro del settore giovanile gestito da Filippo Galli, colpevolmente sottovalutato da troppi anni a questa parte nel momento di lanciare in prima squadra i prospetti più interessanti. In questa stagione, il fantasista pavese classe ’92 ha già disputato 20 gare ufficiali, con 3 reti e 2 assist all’attivo, ma soprattutto una continuità di rendimento figlia di una raggiunta maturità anche a livello mentale.

 

UN DESTINO A META’ – Una personalità necessaria per confrontarsi su un palcoscenico prestigioso ed esigente come quello di San Siro, che l’anno prossimo potrebbe tornare ad essere il suo nuovo stadio dopo il primo debutto a 17 anni nella gara di Coppa Italia contro il Novara del gennaio 2010. La concorrenza con Saponara può anche costituire il naturale passaggio di consegne tra un giocatore che non ha avuto la possibilità e forse la fiducia necessaria per dimostrare il valore e uno a cui un Milan molto diverso da quello che ha lasciato vuole concedergli. A giugno, Milan e Torino, il club coproprietario del suo cartellino, si dovranno sedere attorno a un tavolo per decidere il suo destino: una bella prova domani potrebbe essere la chiave di volta per tingerlo di rossonero. (Calciomercato.com)

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