CONTESTAZIONE – La protesta rischia di raggiungere i massimi livelli al derby

CONTESTAZIONE – La protesta rischia di raggiungere i massimi livelli al derby

Sarà una marcia del dissenso sino a fine campionato: «Altri 10-100-1000 LiberalaLazio». Nuovi Fogli A3 in tasca

Lazio

ROMA – L’Europa finisce in un «vicolo ceco». Chiude gli occhi, Lotito, prima di schiantarsi contro ogni cianfrusaglia e insulto che gli arriva dal cielo. «Pezzo di m… Vattene a Salerno… Devi morì». In piedi bambini, ragazzi, donne, padri di famiglia. Gli urlano di tutto a destra e a sinistra, c’è una spirale di rabbia che lo inghiotte. Altro che furia ceca, il terzo gol dello Sparta Praga scatena l’ira biancoceleste sugli spalti. Non finisce nemmeno il primo tempo, il focolare s’accende prima ai suoi fianchi in Tribuna autorità, poi divampa per tutto l’Olimpico. La partita, per nemmeno diciottomila spettatori, finisce già prima del 45’: al break il presidente è costretto ad uscire aggrappandosi alla scorta. Stavolta non potrà avvolgersi in un altro comunicato quotidiano.

CONTESTAZIONE – Contestazione riesplosa ai massimi livelli. I laziali non ne possono davvero più – scrive oggi IlMessaggero – e applaudono Lotito con un’ironia quasi disperata. Monetine in faccia anche Tare. E’ il duo incriminato per l’ennesima debacle di una squadra senza più obiettivi: «Andate a lavorare», il coro sino al novantesimo. Poco importa che il ds provi ora a rispondere ad alcuni tifosi. Non è questo il frangente, c’era un momento per parlare col mercato. «Adesso basta, cacciamoli», si legge sul web. La Nord, ieri assente ma già in sciopero da mesi sopratutto contro le barriere in Curva del prefetto Gabrielli, rischia di far tanti altri proseliti nelle prossime gare. Sarà una marcia del dissenso sino a fine campionato: «Altri 10-100-1000 LiberalaLazio». Nuovi Fogli A3 in tasca, stampati a casa, per conto proprio, per scacciare ogni sospetto dietrologico presidenziale: la regia della protesta è il cuore di ogni laziale.

ACCUSA – Obiettivo scarcerare la lazialità dalle manette di Lotito. Così si sentono i laziali, in gabbia. E c’è pure chi non dovrebbe, ma ne fomenta la rabbia: «Ha una città contro, consiglio a Lotito di vendere la Lazio in cinque minuti, altro che lasciarla a suo figlio», tuona da giorni Storace, candidato come sindaco di Roma, colui che nel 2004 gli consegnò il club nelle mani «per colpa di un credito che vantava». Lotito mise poco più di 18 milioni e s’impossessò subito di quasi il 27% delle azioni biancocelesti. Una storia saputa e risaputa, incendiata dalla solita benzina sul fuoco: «Con me, in un derby, esultò per la Roma», ricorda Storace. Ma al prossimo derby rischia di non esserci nessuno all’Olimpico. In tanti invece altrove (da scegliere il luogo), per la rivoluzione.

Cittaceleste.it

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy