VITTORIA – Date a Cesar quel che è della Lazio. Alla Lazio i “suoi” romani

VITTORIA – Date a Cesar quel che è della Lazio. Alla Lazio i “suoi” romani

ROMA – Il tiro della rabbia, della vittoria. E basta questo per Cataldi-zzare ogni emozione. Si spoglia di ogni angoscia, Danilo si toglie la maglia, si tuffa sotto la Nord. Primo gol in Serie A, l’ex Primavera ritrova il posto e la gloria. Bocciato sino alla rete, sbocciato con questi tre punti. Quasi da cancellare il resto, ma date pure a Cesar quel che era della Lazio. Un’innocua palla in area, dopo una manciata di minuti. Ottavo gol subito nel primo quarto d’ora, incredibile, solo il Sunderland (9) ne ha incassati di più in tutta Europa. Nella ripresa lo stesso autore della rete atterra Keita, al fischio d’inizio. Pioli toglie Djordjevic e Milinkovic per Matri e Klose. Due punte, ma il pari arriva su un rigore (molto generoso) ottenuto e trasformato da Candreva. Pure in  11 contro 10 la Lazio non ritrova il gioco, ma arriva la seconda rimonta consecutiva. E vale un mondo. Sant’Antonio benedice il 3-1, Radu complica le cose nel finale, ma si esalta persino Berisha con il terzo rigore parato in questa stagione.

SENZA CENTROCAMPO – La Lazio perde l’undicesimo primo tempo su 21 partite di (il 52.4%), più di qualsiasi club in A. Oscar come miglior attore non protagonista nel primo tempo a Cataldi: lui sbaglia tutto, a un certo punto i compagni fanno finta di non vederlo. Il problema però è che tutto il centrocampo non esiste, senza Biglia. Parolo continua a fare il fantasma, s’intravede solo il suo tacco su un miracolo di Bizzarri. Ingolfatissimo, Milinkovic, s’accende solo con qualche rombo alle stelle. E fa persino sprofondare la Lazio nelle stalle: è il serbo a perdersi la marcatura di Cesar dopo 4’. Per carità, Berisha, ci mette del suo a non uscire in area piccola sul cross di Birsa, ma è assurdo prendere un altro gol così, pronti via, da palla inattiva.

ATTACCO SPUNTATO – Un peccato perché Bisevac e Radu al centro inizialmente tengono alla grande. Il nuovo acquisto è elegante, si esalta in diverse chiusure ed è l’unico a impostare un accenno di manovra dalle retrovie. Bene anche Konko, ma sopratutto Lulic sulle fasce. Maledetto il giallo di un “eccessivo” Calvarese, che gli farà saltare (era diffidato) la sfida di Udine. Senad senz’altro più pimpante di Candreva a sinistra. Antonio s’accende però nella ripresa. Furbizia, doppietta e un’apoteosi di romanità. E in più, Keita.

Cittaceleste.it

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