CONTESTAZIONE TOTALE – Lotito è sempre più solo, ma c’è il suo dolo!

CONTESTAZIONE TOTALE – Lotito è sempre più solo, ma c’è il suo dolo!

I laziali rinnegano la boria di chi, grazie alla Lazio, ha ottenuto fama e gloria. Poco importa che questa dirigenza abbia regalato tre Coppe, un settantunesimo per sempre, resta più forte la rabbia di tutto il resto nel ventre

Lotito

ROMA – Pollice verso Lotito: «O noi o lui». Il coro si alza sempre più forte. Mica all’Olimpico come due anni fa, ormai lo stadio è vuoto. Il canto riecheggia per tutta Roma. Anzi, colpa di social e web, è più di una messa sull’altare, vola sopra il Grande Raccordo Anulare. Addirittura si riuniscono piccoli e grandi gruppi per studiare le strategie per la «liberazione». Mai un punto di contestazione così, dopo oltre undici anni sotto lo stesso cielo. E pensare che Lotito un 19 luglio aveva “salvato” la Lazio con la ramazza, forse però dimenticando che questa società era nata più di 116 anni fa (il 9 gennaio) in una grande piazza. Senza più obiettivi né mercato in fermento, i tifosi ora urlano l’ennesimo tradimento. In realtà non è neanche per Bisevac o Doria, non si sentono rispettati nella loro storia. Perché riavvolgono il nastro nel monitor e già non trovano neanche l’ombra d’uno sponsor. Scovano il momento di fare conti, perché ce ne sono troppi da fare dal 2004 a oggi nei loro confronti. I laziali rinnegano la boria di chi, grazie alla Lazio, ha ottenuto fama e gloria. Poco importa che questa dirigenza abbia regalato tre Coppe, un settantunesimo per sempre, resta più forte la rabbia di tutto il resto nel ventre.

PERDITE – I laziali chiedevano di tornare in giro per il mondo, si ritrovano rintanati nella gabbia d’Italia, fra troni in Lega e in Figc. Che non donano certo tesori d’Oriente od Occidente sul mercato. Altrimenti la Lazio non assomiglierebbe all’isola “infelice” dove far sbarcare pirati alla ricerca del pescato: Oddo, Cesar, Liverani, Lichtsteiner, Kolarov, Hernanes in 10 anni. No, Candreva ancora no. Ma c’è già chi origlia sirene blaugrana, meneghine o parigine, perché non crede più alle favole a lieto fine. Nello stomaco rimane un gancio e c’è pure il peso d’un bilancio. Gasoltermica e Salernitana le spese massime, i tifosi non vogliono più vendere lacrime. Li infastidisce pure un comunicato quotidiano, d’altronde l’assenza di comunicazione è un altro sbaglio pacchiano. Questa società non parla mai coi suoi figli, loro non possono sognare un futuro di gigli. Anche perché la loro contestazione rischia d’essere un altro boomerang sul groppone. Al momento – scrive il Messaggero – con questi risultati, sui prossimi diritti tv potrebbe esserci una “minima” perdita di 5 milioni. E senza Europa? La società resta aggrappata a questi sedicesimi col Galatasaray. Del domani non v’è certezza, non si sa mai.

Cittaceleste.it

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