UNA VITA DA LAZIALE- Il peggior film di Star Wars, la resistenza e il lato oscuro

UNA VITA DA LAZIALE- Il peggior film di Star Wars, la resistenza e il lato oscuro

di cittacelesteredazione

di Simone Cesarei

ROMA- Forse mettermi a scrivere questo pezzo è una delle cose più difficili mai fatte in vita mia. Voi penserete che se cosi fosse non ho poi fatto molte cose in vita mia, ma vi posso assicurare che dall’alto dei miei 21 anni qualcosa l’ho vissuta. Ho vissuto il 26 maggio in Nord, la Supercoppa di Murgia in un locale di Corfù circondato da juventini, e svariati derby vinti e persi, tra cui quello di Klose al 93′ che mantiene un posto speciale nel mio cuore. Eppure quella di giovedì è forse la delusione calcistica più grande che abbia mai vissuto da tifoso laziale. E per rubare il posto alla disfatta di Leverkusen o all’Italia fuori dai Mondiali ce ne vuole, ve l’assicuro. Che poi le delusioni calcistiche riguardano la vita quotidiana, perciò è stata una delusione atroce e basta. Non esistono distinzioni, non esiste la frase “vabbè, dopotutto è solo calcio”.Quando sei laziale il mondo lo vedi bianco e celeste, si va oltre la fede calcistica. La lazialità ti definisce, è un modo d’essere, un canto d’amore, una lotta continua contro il male, potete immaginare a chi mi riferisca. In tre giorni abbiamo visto il mondo capovolgersi, abbiamo visto il lato oscuro rimontare il Barcellona e approdare alle semifinali di Champions League, abbiamo visto il signore dei Sith profanare una fontana in centro, mentre i suoi seguaci facevano festa per tutte le vie della nostra città. E la Lazio? La nostra amata Lazio si è dovuta inchinare a degli austriaci che ti rimprovano se non attraversi sulle strisce, che tristezza, e che sono stati capaci di conquistare la qualificazione in soli 4 minuti. Eppure nei film vince sempre il bene, non riesco a capire.

IL LATO OSCURO

Lazio-Salisburgo

In realtà riesco a capire poco o niente di quello che è successo in questa settimana pazza, folle, assolutamente senza senso. Il lato oscuro che vince, la resistenza Jedi che crolla, mi sembra di essere bloccato nel peggiore dei film di Star Wars. Non penso di riuscire a spiegare il silenzio assordante che riempiva il settore ospiti della Red Bull Arena, un misto tra imprecazioni e lacrime silenti. 1400 cuori che tornano a Roma senza voce e senza riposo. E dopotutto come si fa a dormire? Come si fa a scacciare dalla mente quelle deviazioni maledette su due dei quattro gol del Salisburgo, la papera di Strakosha oppure le occasioni sprecate da Immobile e Luis Alberto. Mi ricordo, quando andavo a giocare al torneo di scuola che un amico mio calciatore, o presunto tale, mi ha spiegato il segreto per segnare davanti al portiere: “nel dubbio tira forte”. Un bel tiro di collo pieno, con tutta la rabbia e la voglia di vincere che hai in corpo. Beh, forse quei due hanno dimenticato gli insegnamenti della scuola calcio, visto che nel momento più importante non solo della partita, ma probabilmente di tutta la stagione della Lazio, hanno deciso di passarla comodamente a quel portiere a cui sono venuti i capelli bianchi, tanto aveva paura nel ritrovarseli davanti. Nei quattro minuti successivi poi accade quello che mi tiene sveglio ormai da due notti consecutive, e non penso solo a me. Come se non bastasse ora arriva il derby, per completare una settimana da incubo oppure per riscattarsi, in parte, minimamente, per tornare a fronteggiare il lato oscuro con una nuova spada laser. Bianca e celeste.

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