UNA VITA DA LAZIALE- Un pesce d’Aprile, Danilo e Cattivissimo Me

UNA VITA DA LAZIALE- Un pesce d’Aprile, Danilo e Cattivissimo Me

Pubblicato il 2 aprile alle ore 20:00

di cittacelesteredazione

di Simone Cesarei

ROMA- Ah, che bella la Pasqua. Sveglia tardi, profumo d’arrosto in tutta casa, la solita puntuale sgridata da tua madre perchè “non ti devi rovinare l’appetito, è tutta la mattina che cucino!”. Ma io tanto l’uovo lo mangio uguale, marameo. Due ore passate a montare una sorpresa da due soldi, per tornare bambini, solamente per qualche momento. Il tema? Cattivissimo Me. Ripensandoci sembra appropriato per la Lazio. Cattivissima, ieri pomeriggio. Verso i propri tifosi, costretti a vivere nell’agonia per oltre un’ora, e verso il povero, malcapitato Benevento. I poverini ci avevano creduto, pensavano davvero di lasciare l’Olimpico con qualche punto in tasca. Purtroppo per loro era solo un gran bel pesce d’Aprile anticipato, e riuscito benissimo aggiungerei.

PESCE D’APRILE

Immobile-gol

Due Minions uno sopra l’altro urlano in un megafono, mentre Gru rema in una barchetta troppo piccola per la sua stazza. Parlando per metafore la sorpresa che mi ha riservato l’uovo di Pasqua rispecchia la partita di ieri: una fatica troppo grande in una gara che doveva essere scontata, ma con la Lazio nulla lo è. Nessuno allo stadio si è sorpreso quando Cataldi ha segnato il gol dell’ex, con una punizione su cui Strakosha ci ha tenuto a fare un regalo ad un ex compagno alla ricerca di se stesso. Eppure guardandolo avvicinare al pallone lo avevo detto, all’amica che di calcio non sa niente e mi chiede ancora in quale porta dobbiamo segnare: “guarda come purga Danilo”. Ancor prima di ricevere un “chi?” di risposta, la profezia si è avverata inesorabile. Ecco però che Cataldi si mette una mano sul cuore, guarda la Nord e chiede scusa. Subito mi torna in mente quel ragazzo, romano e laziale, da cui tutti si aspettavano tanto, forse troppo. Mi ricordo quando ricevette la fascia da capitano, mi ricordo quando sotto il diluvio segnò proprio davanti a quella Curva che sente ancora sua. Prima Romagnoli, ora Danilo: i laziali contro la propria squadra del cuore sarebbe meglio che non giochino, va a finire sempre male. Il raddoppio del Benevento scatena una risata isterica in tutto l’Olimpico, menomale che poi entra Caicedo. Un paio di sportellate, qualche difensore mandato lungo più di un cocktail il sabato sera, e il pareggio è subito servito. Poi arriva il terzo, il quarto, il quinto, il sesto. Insomma la Lazio festeggia Pasqua in goleada, con un Pesce d’Aprile omaggio per il Benevento.

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