La redazione di Cittaceleste ha intervistato in esclusiva Giuseppe Pancaro, ex difensore con una passato importante alla Lazio.
Di Ramona Marconi
ROMA - Pur non incidendo, la sconfitta di ieri contro l'Eintracht lascia l'amaro in bocca. La squadra allenata da mister Inzaghi approda ai sedicesimi e attende i sorteggi di lunedì, quando l'urna di Nyon sentenzierà la prossima avversaria dei biancocelsti. Per fare il punto della situazione, la redazione di Cittaceleste ha intervistato in esclusiva Giuseppe Pancaro, ex difensore con una passato importante alla Lazio.
Lazio perde tra le mura amiche ma si qualifica ai sedicesimi. Cosa è mancato ieri?
E’ vero che la Lazio, nell’ultimo periodo, non ha ottenuto i risultati sperati: troppi pareggi e qualche sconfitta, eppure io non vedo grossi problemi. In campionato è a 1 punto dal quarto posto, in Europa League si è qualificata con qualche partita di anticipo. E' vero che bisogna ricominciare a vincere, ma non vedo grossi problemi e neanche ieri ne ho visti.
Ritiro Lazio.
Bisogna chiederlo a chi ha preso questa decisione. Credo che dipenda solo dal fatto di aver alzato l’asticella, creato una mentalità vincente e quindi le ambizioni e le aspettative sono cambiate. Sono tre anni che Inzaghi sta facendo un ottimo lavoro e si sta dimostrando un allenatore giovane e completo. La Lazio ha qualcosa in più rispetto alle sue rivali. Sono anni che è una realtà consolidata e una squadra allenata bene. I numeri dicono questo. Così come bisogna dare i giusti meriti a Lotito che sta facendo sforzi importanti per rendere questa squadra competitiva.
Arriva l'Atalanta.
Sarà una partita difficile, in un campo difficile contro una formazione che sa giocare a pallone. E' una squadra organizzata e ben allenata. Ma la Lazio ha l'obbligo di vincere per dimostrare di poter centrare l'obiettivo che merita più di tutte. Secondo me, infatti, ha qualcosa in più anche rispetto al Milan e alla Roma. Ha l'obbligo di centrare il quarto posto. C'è andata vicinissima lo scorso anno, dovrà riprovarci quest'anno.
I big continuano a non convincere. Calo fisiologico o si sono montati la testa?
No, non credo si siano montati la testa. Credo in un calo fisiologico, che comunque ci può stare. Milinkovic l'ho visto già molto meglio contro la Sampdoria, ha solo bisogno di tornare a fare gol. Ma in generale, ho visto molto meglio la Lazio. Contro la Samp meritava qualcosina di più.
Ieri c'è stata anche la brutta sconfitta del Milan.
Gattuso sta affrontando una vera e propria emergenza. Difficile affrontare campionato ed Europa League senza poter fare ricambi. Gattuso ha tutta la mia stima: è un bravissimo allenatore, il problema è che non è nelle miglior condizioni per poter far fronte a continue defezioni. Il Milan è comunque quarto in classifica.
Con le dovute proporzioni, la sconfitta di ieri ci riporta un po' a Istanbul, alla finale persa contro il Liverpool in finale di Champions. Come si somatizza una delusione?
Sono due squadre diverse, in due epoche diverse. Due identità di Milan diverse. Quella era una finale di Champions. Ancora la sento viva quella delusione. Il fatto di perdere lascia dell’amaro in bocca sempre e comunque. Ma nel caso del Milan di Gattuso ci sono molte attenuanti: troppi infortuni.
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