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ROMA - Non ha un attimo di respiro, non si ferma Ciro. Inzaghi come Di Biagio, poco importa che Immobile sia davvero stanco: col Benevento sarà ancora titolare. Qualcuno lo ha già definito un flop in Nazionale, forse non si è accorto quanto stia giocando il povero attaccante laziale. E' vero, nell'Italia appena un gol nelle ultime 11 gare, nella Lazio invece otto negli ultimi nove match di campionato. Ma in pochi, guardando i freddi numeri, si sono resi conto di questo Ciro sia affaticato. A fine gennaio aveva sentito tirare la solita coscia e si era fermato. Quindi era ripartito, ma – giocando ogni tre giorni - la flessione si è rivista a Kiev e contro il Bologna.

Lazio, l'esultanza di Ciro Immobile

Per questo Immobile aveva assoluto bisogno di riposare in questa sosta. Invece niente, è lui il primo a voler esagerare. Rieccolo in campo addirittura 154' con la maglia azzurra e la lingua di fuori. A secco con l'Argentina e sempre meno lucido sotto porta contro l'Inghilterra. Tre occasioni divorate solo davanti a Butland e appena una conclusione debole nello specchio nel secondo tempo. Sempre più re biancoceleste, ma poco principe azzurro. Capocannoniere della Serie A con 24 goal in 26 presenze, eppure con l'Italia debole nelle ripartenze. Per Inzaghi tutto questo non conta niente. Semplicemente perché, col Benevento, d'Immobile non si può fare a meno. E lui vuole subito riprendere a correre per la scarpa d'oro (a -4 reti da Salah). E' certo di poter superare ogni fatica galvanizzato dall'Olimpico a intonare il suo coro.

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