La Lazio non ha più la brillantezza dello scorso anno, e la sua prevedibilità la rende facile da affrontare per gli avversari
ROMA - La Lazio continua a non vincere, ma soprattutto a non convincere. La squadra di Inzaghi, a secco di vittorie da ben sette gare, non riesce più a ritrovare la semplicità e la fluidità dello scorso anno.
Una crisi del genere a Roma, sponda biancoceleste, non si vedeva dai tempi di Ballardini. La sconfitta di Bergamo, anche se immeritata visto che i biancocelesti il pareggio lo hanno cercato molto, ha reso tutto più difficile per la corsa al quarto posto. Per questo motivo la partita contro il Cagliari ha un solo imperativo: vincere.
La stagione in corso, almeno finora, si può racchiudere in un termine: previdibilità. La Lazio è troppo prevedibile. L'impossibilità, sia per rosa, che per convinzione di Inzaghi, di variare modulo di gioco, ha ormai reso i biancocelesti una squadra troppo facile da interpretare. Da agosto ad oggi, la Lazio dello scorso anno si è rivista giusto in un paio di occasioni, entrambe all'Olimpico: contro il Genoa e contro la Spal. Due gare sì, concluse con uno scarto di gol ampio (4-1), ma che hanno manifestato quella Lazio straripante che almeno fino a marzo scorso imponeva il proprio gioco in ogni gara.
La cessione di Felipe Anderson, tanto talentuoso quanto incostante, e nessun rimpiazzo di quel calibro e soprattutto duttilità, ha di fatto ancorato i biancocelesti all'attacco a due, e lasciato sguarnite le corsie esterne. La società ha effettuato tutti acquisti mirati per portare avanti le convinzioni tattiche di Inzaghi, senza però assicurargli la possibilità di variare, all'occorrenza. Troppa densità all'interno del campo, poco gioco sulle fasce, ma soprattutto poca qualità e pochi cambi. Considerazioni sul modulo a parte, ora i biancocelesti devono cambiare il senso di marcia e soprattutto ritrovarsi.
Unica notizia positiva di questo periodo? La brutta condizione del Milan, che ad oggi ancora trattiene lì vicino il quarto posto. Anche se prevedibile, la squadra di Inzaghi ha la "fortuna" di ritrovarsi vicino squadre meno attrezzate, come Atalanta e Torino, o, nonostante più attrezzate, anch'esse in un momento di difficoltà, vedi la Roma e appunto i rossoneri. Cagliari, Bologna e Torino saranno le gare che più di tutte dimostreranno quanto la Lazio può lottare fino alla fine per un posto in Champions League.
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