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Stipendi e ripartenza, ecco la situazione per i 5 top campionati

pallone Serie A

Dalla Serie A alla Ligue 1, ecco le decisioni ottica stipendi e ripartenza

redazionecittaceleste

ROMA - "Riguardo alla possibile disputa delle restanti partite di Serie A TIM e di Coppa Italia, la Lega Serie A considererà la ripresa dell'attività sportiva quando le condizioni sanitarie lo permetteranno, attenendosi, come ha sempre fatto, ai decreti del Governo e tenendo in primaria considerazione la tutela della salute degli atleti e di tutte le persone coinvolte". Questo il comunicato della Lega Serie A dopo la conference call di ieri. Insomma, per quanto riguarda il campionato italiano non c'è ancora certezza sul rientro in campo. Stipendi? Anche da qual punto di vista manca l'accordo con l'Aic (Assocalciatori): si va verso le decisioni individuali dei singoli presidenti. Come procede negli altri Paesi?

INGHILTERRA - In Inghilterra si comincia a fare sul serio. Il campionato, ovvero la Premier League, è rinviato a data da destinarsi. La sensazione è che prima di giugno non si torni in campo, ma tutti vogliono portare a termine la stagione. Sugli stipendi? A breve verrà imposto a tutti i calciatori di decurtarsi il 30% degli stipendi. Del ricavato totale 140 milioni di euro saranno destinati alle categorie inferiori, mentre 20 milioni al servizio sanitario nazionale (NHS).

SPAGNA - Molto più tormentata la situazione in Spagna (similmente all'Italia). La Liga ha fatto sapere ai club e ai calciatori di riferirsi all'Erte per la cassa integrazione. Per ora solo Barcellona e Atletico Madrid hanno optato per il taglio del 30% degli stipendi. Poi Betis 15% e Osasuna 20%. Zero novità anche sul rientro in campo. Il Paese iberico ha superato l'Italia per contagi e si sta avvicinando con i decessi, la situazione è critica.

GERMANIA - La Bundesliga non vede l'ora di tornare in campo. Addirittura si pensa al primo weekend di maggio. Quattro squadre si stanno allenando: Dortmund, Wolsburg, Augsburg e Lipsia. Insomma c'è voglia di ripartire subito, mentre per gli stipendi già da tempo tutti i club hanno optato per il taglio del 20%, e le big hanno aiutato le società maggiormente in difficoltà.