di Simone Cesarei
ROMA- Due signori sono seduti in un bar di Roma Sud. Sapete, quei signori che non hanno molto da fare durante la giornata, e che più o meno conoscono tutti nel quartiere. Cappello in testa per coprirsi dal sole, sigaretta in bocca e gilet addosso, perchè "non ci sono più le mezze stagioni". Come ogni lunedì che si rispetti, o come ogni altro giorno pensandoci bene, stanno parlando di calcio, improvvisandosi mister e direttori sportivi insieme: "No, n'hai capito forse, mo che Schick ha segnato è n'altro giocatore", potete immaginare la fede calcistica dei due, "ma perchè 'nvece Under? Io l'ho sempre detto ch'era forte quello". Mentre a fatica riesco a soffocare una risata, un argomento a sorpresa, ma forse neanche troppo, subentra nella conversazione: "Certo che però sta Lazio, eh?", "Eeeh, ma infatti sto Inzaghi è bravo. Tranquillo però che j'arrivamo sopra". Poco ma sicuro, signò. Sono scene di vita quotidiana, perchè il calcio a Roma lo percepisci per le strade, negli sguardi e nelle parole di gente con un tatuaggio indelebile sul cuore. Quello che ci hanno trasmesso dalla nascita, un luogo dove scappare dai problemi della quotidianità, a volte troppo difficile da sopportare. Lavoro, università, di nuovo lavoro, di nuovo università. La routine e la noia sono i pericoli da scongiurare, menomale che ho già il mio rifugio sicuro. Dove allontanare i cattivi pensieri, e liberare la mente, almeno per un'ora e mezza. E la Lazio, in questo senso, è l'Eden.
EDEN
Sapete, il paradiso terrestre, il giardino di biblica memoria. E chi poteva essere il custode dell'Eden biancoceleste? Ovviamente Sergej. Anche contro la Sampdoria ha bullizzato un paio di avversari, tornati in lacrime negli spogliatoi. Suolate, sombreri, spallate, ancora suolate. La Milinkocrazia è l'unico regime in vigore, e i blucerchiati non possono che rispettarlo sottomessi. Il potere di nostrosignore Sergej è così illimitato che riesce a far segnare anche quell'isterico di Immobile. Perchè diciamocelo, Ciro, capisco che vuoi vincere la classifica marcatori, ma non puoi tirare anche da casa tua per provare ad allungare su Icardi. Insomma la doppietta del bomber napoletano fa felici proprio tutti, tranne quelli che ce l'avevano contro al fantacalcio. Il sole bacia una giornata in cui i tifosi laziali hanno colorato di biancoceleste l'Olimpico, per continuare a lottare non solo per la Champions, ma per difendere quell'Eden che va custodito e conservato. Certo che se poi gioca Lukaku, è tutto più semplice. Jordan eh, non il fratello scarso.
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