Tutto finisce in una bolla di sapone scoppiata troppo facilmente e si ritorna, ancora una volta, a sperare in quel mercato che poi finisce per lasciare l'amaro in bocca come ogni anno. Intanto, tra obiettivi mancati e partite che sfidano l'insonnia, si tirano le somme non solo della squadra ma…
Tutto finisce in una bolla di sapone scoppiata troppo facilmente e si ritorna, ancora una volta, a sperare in quel mercato che poi finisce per lasciare l'amaro in bocca come ogni anno. Intanto, tra obiettivi mancati e partite che sfidano l'insonnia, si tirano le somme non solo della squadra ma di quegli acquisti che, vedendo sfilare in panchina, strappano un misterioso "e questo chi è?" o addirittura rimangono nell'ombra per l'intero spezzone di stagione. Alzi la mano chi sarebbe in grado di riconoscere, per strada, uno tra Kakuta e Postiga.
Forse, se si è assidui frequentatori della clinica Paideia, il secondo, lo si può scartare, ma rimane da risolvere il primo emblematico caso. Perchè Felipe Anderson, nonostante qualche momento buio è anche sceso in campo e accanto a lui Perea o Pereirinha. Ma di Kakuta, probabilmente, a fine stagione rimarrà solamente il tweet di saluti rivolto ad una tifoseria che continua a chiedersi "e questo chi è?".
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