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E segna sempre lu!

di FEDERICO TERENZI ROMA - Prendiamo per un secondo la macchina del tempo e torniamo indietro con la memoria. Sei andato a Bologna, caro Beppe, ma qui a Roma sei diventato Re. Ti ricordi quanta gente è scesa in piazza per te quel giorno,...

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"di FEDERICO TERENZI

"L' EMOZIONE IN UN ABBRACCIO - Quando sei salito sul palco, Beppe, le lacrime scendevano gi come una pioggia torrenziale, ma a raccoglierle c'era la tua gente, il tuo popolo che gridava a scuarciagola senza fermarsi mai:" Oh mamma, oh mamma, mi è sembrato di vedere Signori! Signori"." E poi l' altro coro, quello che ti faceva ricordare la tua terra, le tue origini, li ad Alzano Lombardo:" E segna sempre Lu! E segna sempre Lu! Si chiama Beppe Signori, si chiama Beppe Signori!."

"HO CAPITO TANTE COSE - "Grazie a tutti per questo premio che dedico alla mia famiglia - ha detto durante il Premio Lazialità - durante questi anni difficili ho capito veramente chi mi voleva bene e chi no.

"Tranquillo Beppe, qui a Roma per te ci sarà sempre posto nel cuore di ogni laziale che ti ama, ti adora come una divinità e non dimenticherà mai, con quell' aria da Gianburrasca di chi aveva la voglia di stupire ancora ed abbracciare quella Curva dopo il tuo ennesimo diagonale che finiva in fondo al sacco. Grazie per tutto quello che ci hai dato. Nella tua vita ora il calcio è diventata un' appendice, ma tu resterai sempre il nostro Re.

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