ROMA - Il popolo laziale e' immenso e vuole ritrovare amore, che è scoppiato dagli argini di un fiume destinato all'eternità. 65000 anime, che sognano e sperano nel futuro. Vivono nel presente le gioie del passato, quel passato che è ancora così maledettamente attuale e a cui aggrapparsi per non…
ROMA - Il popolo laziale e' immenso e vuole ritrovare amore, che è scoppiato dagli argini di un fiume destinato all'eternità. 65000 anime, che sognano e sperano nel futuro. Vivono nel presente le gioie del passato, quel passato che è ancora così maledettamente attuale e a cui aggrapparsi per non sprofondare giù.
La Lazio e' negli occhi del bambino con la maglia di Fiorini, nell'anticipo di Nesta, capitano di mille battaglie, nella ferocia di Corino e nelle sgroppate di Conceicao, nella signorilità ed eleganza di Cragnotti, presidente di una Lazio stellare e fatta di laziali, nei riccioli di Poli, nella classe di D'Amico, nella fierezza di Pulici. Chissà cosa sarà passato nella testa di Tounkara e Keita giovani che sognano questo stadio ogni domenica. L'amore si riconquista con la lazialita' con i simboli di un passato così lontano ma allo stesso tempo maledettamente vicino. Un messaggio chiaro ed inequivocabile che solo la più bieca e cieca realtà non vuole afferrare per la paura di un confronto scomodo ed ingombrante, verso un passato così attuale che è riecheggiato nell'urlo dell'imbandierato Olimpico ricolmo d'amore.
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