Giocarsi un mondiale è una cosa da grandi calciatori. Giocarsi la finale è da campioni. Perderla è da uomini. Lucas Biglia riveste tutti e tre i ruoli e lui, che i colori biancocelesti ormai ce li ha nel destino, è uscito dal campo a testa bassa, ma con l'orgoglio di…
Giocarsi un mondiale è una cosa da grandi calciatori. Giocarsi la finale è da campioni. Perderla è da uomini. Lucas Biglia riveste tutti e tre i ruoli e lui, che i colori biancocelesti ormai ce li ha nel destino, è uscito dal campo a testa bassa, ma con l'orgoglio di aver partecipato attivamente ad una cavalcata quasi inattesa. Dalla gloria del Brasile alle fatiche di Auronzo dove, tanti compagni, lo aspettano a braccia aperte. Si torna a lavorare spalla a spalla con Miroslav Klose e non più faccia a faccia dopo l'abbraccio finale di consolazione.
Argentina delusa, ma Lazio orgogliosa dopo aver passato una serata senza schierarsi da nessuna parte: perchè Lucas e Miro sono, comunque sia andata, un orgoglio che nessun altra squadra di serie A riesce a condividere. Lo è Miro il trionfatore, ma lo è anche Lucas con la maglia sudata, al Maracanà come allo stadio Olimpico: la qualità sempre apprezzata del giocatore laziale. E dopo la lotta per conquistarsi un posto in finale, ora, ricomincia la lotta per acquisire quella porzione di campo che spesso va a Ledesma. Ricomincia il sondaggio che frappone i due giocatori: ora Lucas ha uno stimolo in più.
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