Lazio baseball, nasce l’Arena Giulio Glorioso

La “buca di via Galba” diventerà tra un mese o poco più il campo “Giulio Glorioso”, la nuova casa della SS Lazio Baseball, Softball e Lacrosse. L’annuncio è stato dato questa mattina nella sede del Municipio Roma VIII dal presidente Andrea Catarci, presenti Paolo Masini, assessore alla Scuola, Sport e…

di redazionecittaceleste

La “buca di via Galba” diventerà tra un mese o poco più il campo “Giulio Glorioso”, la nuova casa della SS Lazio Baseball, Softball e Lacrosse. L’annuncio è stato dato questa mattina nella sede del Municipio Roma VIII dal presidente Andrea Catarci, presenti Paolo Masini, assessore alla Scuola, Sport e Politiche giovanili dei Roma Capitale, Lorenzo Tagliavanti, direttore della Confederazione Artigiani di Roma, il presidente generale della SS Lazio Antonio Buccioni e il presidente della sezione Baseball Giuseppe Sesto.
“La buca di Galba – come ha spiegato Catarci – non è altro che una depressione del terreno, poco sotto il livello stradale in zona San Paolo, di circa 18.000 metri quadri, in passato luogo di discarica, rifugio di senza dimora, coperto da vegetazione spontanea, dove nel 2005 c’erano ancora le macerie di un palazzo pericolante abbattuto. La zona è stata riqualificata  con l’apertura nel 2012 di un giardino attrezzato con skate park, teleferica, pingpong e campo polivalente. Su progetto della vicina scuola media Severo. Che vi aveva previsto anche un ampio spazio dove appunto costruire un impianto per il baseball. Di cui si è occupata la Lazio. Un bell’esempio di associazionismo tra territorio e scuola, hobby e sport”.
“Siamo partiti nel 2011 tra lo scetticismo generale  – ha ricordato il presidente della SS Lazio Baseball Sesto – e invece eccoci qui, le nostre squadre già si allenano, abbiamo ricavato quattro spogliatoi, un’infermeria, la segreteria e l’ufficio formazione. E intitoleremo l’impianto a Giulio Glorioso, il più forte giocatore italiano di tutti i tempi, che aspettiamo all’inaugurazione ufficiale entro la fine di marzo. Deve essere un esempio per la città, un’opera al servizio della comunità e siamo pronti a costruire un impianto anche a Roma Nord se ce ne daranno l’opportunità. A Roma esistono solo l’impianto dell’Acquacetosa di proprietà del Coni e un altro a Ciampino, poi Ostia ne ha uno e Acilia due. Insomma si contano sulla punta delle dita. Sul nostro campo si alleneranno la squadra di softball di serie B, la C del baseball, la squadra di lacrosse, l’Under 21 e i bambini della scuola baseball. Un progetto di rilancio della sezione biancoceleste che è stata in passato al vertice di questa disciplina a livello nazionale e internazionale, visto che le ragazze del softball vinsero una storica Coppa dei Campioni. Ma noi su questo campo vorremmo anche giocare in campionato, perché le misure sono regolamentari. E Roma punta ad ospitare anche i prossimi Europei di softball: così fosse, noi ci siamo, siamo pronti”.
Antonio Buccioni si è soffermato con ironia sul valore dello sport “oltre il calcio”. “La Lazio conta almeno 40 discipline che i giovani neanche conoscono. Se lo studente di una classe le pratica lo prendono per un disadattato. Colpa di un’èlite intellettuale che ha storicamente screditato lo sport di base. Il bacino d’utenza di Roma e provincia è sterminato e ci consentirebbe di creare squadre di vertice in qualsiasi disciplina. Con impianti giusti come questo tutto sarebbe più facile. E mi piace pensare che il campo di baseball della Lazio stia sorgendo al fianco di una piscina che storicamente porta i nostri colori. Si dice che in tempi di crisi il buon lavoro è l’unico che alla lunga può pagare. Se penso che nella pallanuoto di A/1 c’è una squadra che si chiama Verona e gioca a Monza, e che è stata costruita artificialmente mettendo insieme e strapagando giocatori stranieri o comunque estranei al territorio, forse rendo l’idea. E’ giusto che sia la Lazio come sempre l’alfiere di tutti quegli sport che proprio da Roma sono partiti, penso alla pallanuoto e al rugby. Una larga base su cui lavorare può portare a risultati di vertice. L’esempio di Giulio Glorioso è illuminante, perché lui è stato ambasciatore del nostro sport all’estero, soprattutto in America, dove ha giocato, seguitando poi come dirigente del ministero delle comunicazioni”.
Roma e il baseball, una tradizione da rinnovare. Come ha ricordato Roberto Buganè, ex giocatore ed ora responsabile del bel Museo Virtuale della Federazione: “La buca di via Galba è del tutto simile a un’altra che c’era al Flaminio, in zona piazza Mancini. E’ lì, in quell’altra buca, che nacque il baseball a Roma e speriamo che sia di buon auspicio. Ho trovato di recente una foto di quell’impianto negli anni ’50. Con un personaggio del tutto unico, Gianfranco Pipolo, giocatore senza un braccio ma con un lancio preciso e una tecnica di presa eccezionale. A conferma di come ogni sport abbia i suoi atleti-fenomeno e di come con la passione e il lavoro si possa abbattere qualsiasi ostacolo”.

(fonte:laziopolis.it)

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