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10 punti in 4 giornate: Inzaghi come il maestro Eriksson da scudetto

"Non firmo per il pari mercoledì col Napoli, giocheremo sulle ali dell'entusiasmo e tireremo fuori il meglio"

redazionecittaceleste

ROMA - Sfatata la maledizione di Genova si comincia a pensare che gli dei siano davvero tornti dalla parte della Lazio. E allora perché non guardare l'Olimpo? A Marassi non si vinceva dal 2010, 10 punti in quattro giornate addirittura mancavano dal 2000. Nessuno negli ultimi 17 anni aveva avuto una partenza a razzo così sulla panchina biancoceleste, Inzaghi eguaglia il "maestro" Eriksson nell'anno dello scudetto. Lazio ancora imbattuta e ora addirittura in volata: dopo la vittoria in Supercoppa, solo il pareggio con la Spal, quindi i successi su Chievo, Milan, Vitesse in Europa e ieri nella delicata trasferta sotto la Lanterna. Un inizio stupendo che improvvisamente strappa camicia e cravatta a Inzaghi e gli rimette addosso la magica maglietta del 1999/2000. L'ultimo reduce, oggi in panchina, sa cosa significa vincere e per questo non s'accontenta guardando al futuro immediato: "Non firmo per il pari mercoledì col Napoli, giocheremo sulle ali dell'entusiasmo e tireremo fuori il meglio".

ANALOGIE

Certe coincidenze fanno sognare, adesso Inzaghi comincia a ricordare. Anche quell'annata cominciò con una vittoria in Supercoppa. Era quella europea e i biancocelesti, detentori della Coppa delle Coppe, affrontarono il Manchester United, da poco laureatosi campioni d'Europa. La Lazio di Eriksson si impose per 1-0, grazie al gol di Salas arrivato al 35' del primo tempo. E quello era solo l'inizio: Nesta e compagni, al termine della stagione, avrebbero vinto anche il secondo tricolore della storia biancoceleste. Il cammino in Serie A cominciò con la vittoria sul Cagliari per 2-1. La Lazio si presentava in campo così: Marchegiani, Pancaro, Nesta, Negro, Favalli, Conceição, Veron , Almeyda, Nedved, S.Inzaghi, Salas. Sì, c'era anche Inzaghi tra i titolari. Lo stesso che oggi trascina Immobile al suo posto dentro la porta. Ieri la nona e la decima rete in nemmeno due mesi di Ciro, sei gol e firma da vicecapocannoniere in questo campionato.

SPERANZE

Quella squadra era un gruppo vero, anche in questa c'è un legame sincero. Certo sembra quasi un folle azzardo un paragone tra quella formazione e la Lazio attuale, altrimenti sarebbe stato diverso anche lo sbandierato obiettivo stagionale. Adesso però è curioso capire quale score Inzaghi e i suoi uomini riusciranno ancora ad eguagliare. Capitan Nesta e compagni allora si fermarono soltanto alla decima giornata in un rovinoso derby (Roma-Lazio 4-1), sarebbe pazzesco oggi superare il quinto turno senza capitolare sotto i colpi di un Napoli stellare (ieri 6-0 al Benevento). Eppure adesso nessuno parte vinto, nessuno ha più intenzione di smettere di sognare.

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