Cittaceleste.it
I migliori video scelti dal nostro canale

notizie

Lazio: un alieno serbo, gli abbracci di Inzaghi e lo champagne

All'indomani della vittoria di Genova, c'è la consapevolezza di aver dato un messaggio importante al campionato

cittacelesteredazione

di Simone Cesarei

ROMA- "Come posso io, non celebrarti... Lazio?" il nuovo singolo di Jovanotti sembra scritto apposta per gli uomini di Inzaghi. Un inno alla vita, un inno al coraggio e alla spensieratezza degli audaci. La vittoria di ieri sera contro la Sampdoria era quel segnale di scossa che i tifosi stavano aspettando. Dopo la sconfitta con la Roma nel derby, dopo gli errori del Var contro la Fiorentina, che sono costati due punti fondamentali per la classifica biancoceleste. C'era voglia di reagire, di dimostrare che la Lazio non era solamente un fuoco di paglia. “Noi dobbiamo tornare ad essere quelli di un mese fa, se giochiamo da Lazio non abbiamo paura degli altri nella corsa Champions”, l'aveva detto Simone Inzaghi. Parole che sanno di profezia, perchè vincere nella Marassi blucerchiata era tutto tranne che semplice. Sampdoria che ha collezionato solamente vittorie nel proprio stadio quest'anno, e ancora un'altra maledizione da sconfiggere. Si, perchè la Lazio non aveva mai vinto in tutta la sua storia sia contro il Genoa che contro la Samp in trasferta nella stessa stagione. Un tabù che non faceva ben sperare, ma ancora una volta questa squadra ha superato i propri limiti.

CHAMPAGNE

Probabilmente una delle partite più belle della stagione, le due rivelazioni di questo inizio di campionato che si sono affrontate a viso aperto. Senza fare calcoli, senza guardare la classifica. Occasioni da una parte e dall'altra, contropiedi, salvataggi sulla linea, belle parate e pali. Uno spot per il bel calcio, uno spot per l'intera Serie A. Poi quando in campo c'è Sergej Milinkovic Savic lo spettacolo è garantito. Sottotono nelle ultime uscite, ieri il serbo è salito in cattedra, e non ce n'è stata per nessuno. La fotografia della sua partita non sta nella zampata per il gol del pareggio, bensì in quel triplo dribbling davanti alla propria area di rigore: palla sotto la suola a difendere il possesso dall'arrivo di due avversari, tacco ad eluderne l'intervento, leggero tocco ad allungarsi il pallone per evitare l'arrivo di un terzo avversario e lancio di trenta metri per il contropiede poi non concretizzato da Luis Alberto. Applausi dagli spalti, applausi sui divani. Tutti in piedi per celebrare un fenomeno puro, un alieno tanto consapevole delle proprie qualità da tentare una giocata del genere davanti alla propria area. Con un calciatore del genere, con la spensieratezza e l'irriverenza che lo contraddistingue, tutto è possibile. Lo sanno i tifosi, lo sa Inzaghi, che finalmente ha riabbracciato il vero Milinkovic. Proprio gli abbracci a fine partita del mister biancoceleste ad ogni componente della sua rosa sono l'ennesimo segnale della compattezza all'interno dello spogliatoio laziale. Il graffio finale di Caicedo è l'emblema di come il mister biancoceleste sia riuscito a dare a questa squadra una mentalità vincente. Tutti protagonisti, tutti fondamentali per cercare di restare attaccati a quel treno chiamato Champions League. E allora stappate lo champagne, oggi si festeggia una vittoria importantissima, un messaggio chiaro al campionato. La Lazio c'è, ed è solo l'inizio.

Cittaceleste.it