ESCLUSIVA – Incontro Marchetti-Lazio: qui si fa il rinnovo o è addio!

ESCLUSIVA – Incontro Marchetti-Lazio: qui si fa il rinnovo o è addio!

Mai titubante come nelle ultime due settimane, Marchetti trema di nuovo, non riesce più a difendersi: 15 dei 20 gol subiti, in questo campionato, traforano le sue mani. Appena quattro volte su 10 presenze con la porta inviolata. Col Milan due scivoloni e le mani in alto sulla finta di Bacca, con la Roma il suo palo scoperto sul missile di Gervinho

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MERCATO - La Roma si muove per Marchetti, il portiere frena

ROMA – Spaesato fra i pali, Marchetti disorientato dalla società: qui si fa il rinnovo o è addio. Arriva l’ora della verità, nelle prossime ore – appuntamento fissato in questa settimana – l’agente Bozzo vedrà Lotito. E’ tutto fatto mesi, ma questo tergiversare è deleterio in questo mare più nero che biancoceleste. Federico non è più sereno, i suoi guantoni scottano, la sua voglia di restare per la prima volta vacilla. Ma torniamo indietro con ordine: il portiere chiedeva un prolungamento sino al 2020 in estate, la Lazio ne offriva uno a 1,5 milioni sino al 2019. Lungo tira e molla sino all’accordo definitivo con un piccolo ritocco dell’ingaggio. A settembre la fumata bianca a 1,6 milioni con un anno in meno rispetto alle pretese di Marchetti. Che è successo da allora? Mai arrivata una chiamata biancoceleste per la firma. Il portiere di Bassano si era convinto a restare al 100% perché la Lazio l’aveva aspettato nel momento di difficoltà, perché gli aveva dimostrato fiducia, perché gli aveva dato garanzie. Negli ultimi mesi però il silenzio ha distrutto le certezze.

PRESTAZIONI NO – Mai titubante come nelle ultime due settimane, Marchetti trema di nuovo. Voleva dare un taglio al passato, ci sono i segni nella sua nuova acconciatura. Federico è un guerriero, ma non riesce più a difendersi: 15 dei 20 gol subiti, in questo campionato, traforano le sue mani. Appena quattro volte su 10 presenze con la porta inviolata. Altre tre reti incassate fra Supercoppa e la prima d’Europa League alla prima col Dnipro a tempo scaduto. Col Milan due scivoloni e le mani in alto sulla finta di Bacca, con la Roma il suo palo scoperto sul missile di Gervinho. Marchetti non è questo, non è più reattivo. E’ come se si fosse rassegnato alla mediocrità dei centrali che lo difendono. Una volta faceva miracoli, adesso incassa tristi oracoli.

SIRENE DEL NORD – E pensare che la stagione era iniziata nel miglior modo. Un altro confronto col ct Conte, pronto a riconvocarlo, a dargli più d’una speranza per il prossimo europeo. Marchetti da tempo vuole riprendersi l’Italia, ma non sente di poter lottare ad armi pari con i concorrenti. Scoraggiato, ci sta mettendo del suo. Lotito gli aveva promesso di proteggerlo sul mercato, adesso Federico si sente tradito. E, nel mutismo biancoceleste sul suo rinnovo, sta pure ascoltando le sirene da Torino e Milano: Juve e Milan aspettano solo che lui si decida per sferrare un eventuale assalto a parametro zero a febbraio. Domenica emblematica la sua faccia anche in occasione del rigore: Marchetti ne ha parati solo 2 su 42 in carriera. Dzeko sul dischetto pronto a calciare, Marchetti scava un solco. E’ lo stesso che oggi lo divide dalla Lazio.

Cittaceleste.it

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