IL BILANCIO – La Lazio rinasce con Biglia e ringhia in vetta al Paradiso

IL BILANCIO – La Lazio rinasce con Biglia e ringhia in vetta al Paradiso

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Piscedda

ROMA – Grinta e cuore, la Lazio ritrova il veleno. E’ questa la pozione della rinascita, il segreto delle vittorie al fotofinish e della risalita in classifica. Ad appena 3 punti dalla vetta, al terzo posto in classifica, Pioli respira tutta un’altra aria in questa sosta. Al di là delle difficoltà dell’ultimo successo col Frosinone, il tecnico si gode tre lunghezze in più dell’ultima miracolosa stagione (a questo punto) e la possibilità di riacquistare due nuovi innesti e gli ultimi acciaccati dal mercato dell’infermeria: dita incrociate per de Vrij, è forte l’odore del ritorno del “Mito” Klose. Per Marchetti, Basta, Lulic e Djordjevic ci sarà tutto il tempo di recuperare vista, spalle e gambe. Mauricio magari raddrizzerà naso e piedi (con 3,3 falli a partita, è il top europeo). Appuntamento a Sassuolo il 18 ottobre, ora è solo il momento del primo bilancio.

AGGRESSIVITA’ – Six and the City: sesta vittoria a Roma per la Lazio, solo il Bayern eguaglia il record casalingo. Ma rimane inquietante (nonostante l’ultima vittoria a Verona) la differenza fra il rendimento all’Olimpico (8 gol fatti, 1 subito) e in trasferta (2 realizzati, 10 incassati). Differenza reti di – 6, solo il Carpi ne detiene una (-8) peggiore. Identico score nelle reti di quando i biancocelesti vanno in vantaggio o in svantaggio. Con due gol ribaltato il risultato al Bengodi (dopo 10 mesi) perché la Lazio finalmente ringhia di nuovo. Non è un caso – aspettando la controprova al Mapei Stadium – che sia tornato il segno + negli anticipi (21 a partita) e che col Frosinone si siano registrati il record di tiri (29)  e occasioni create (22) dell’intera gestione Pioli.

IN ALTO BIGLIA – Aggressività uguale dominio. Il ritorno di Biglia segna l’eucarestia di regia, precisione (62 passaggi su 81 centrati), interdizione (10 palle recuperate, 4 anticipi) e pericolosità (5 occasioni). Altro che Real, Lucas è già galattico, è trinità. Nel nome della Lazio, del padre Pioli e dello spirito biancoceleste, Biglia racchiude tutto il top. Dai suoi piedi passano magie come fossero pane quotidiano. Sarà per questo che nelle ultime giornate tutta la squadra è risorta. Adesso manca solo l’ascensione alla vetta. Al momento, da ieri, siamo fermi al K2. Più in alto c’è solo il Paradiso.

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