Oggi Felipe sembra depresso. Una saudade preoccupante. Un altro brasiliano ebbe la stessa involuzione prima di perdersi definitivamente all’Inter. La storia di Felipe oggi può ricordare quella d’Hernanes. Anche allora Lotito si lasciò sfuggire in pubblico l’imminente cessione, poi concretizzatasi a gennaio con la rivolta della piazza biancoceleste. I tifosi oggi sono di nuovo furiosi. Boom, boom, esplosi

ROMA - Al Matusa fuori per 90’, il riscaldamento a vuoto per 20’. E’ la seconda volta nelle ultime 14 giornate, con otto panchine e sei subentri. Non solo Candreva, anche lui non è più Felipe. Capo chino a Frosinone per non essere entrato neanche per una manciata di secondi. Stessa espressione a Istanbul, dopo essere uscito al 58’ senza aver minimamente inciso. Cinque volte sostituito in campionato, appena una partita completa negli ultimi tre mesi. Perché molle nei dribbling, distratto in ogni azione e assist. Il brasiliano aveva ritrovato la rete in casa col Verona, un lampo nel buio. Non preoccupano tra l’altro i numeri, piuttosto il suo sguardo spento. Perché a veder bene alla 26esima giornata dello scorso campionato Felipe aveva esattamente lo stesso curriculum: 6 gol come oggi (con 4 assist in più), ma in 20 partite e un infortunio (nel derby) di mezzo. Oggi Felipe sembra depresso. Una saudade preoccupante. Un altro brasiliano ebbe la stessa involuzione prima di perdersi definitivamente all’Inter. La storia di Felipe oggi può ricordare quella d’Hernanes. Anche allora Lotito si lasciò sfuggire in pubblico l’imminente cessione, poi concretizzatasi a gennaio con la rivolta della piazza biancoceleste. I tifosi oggi sono di nuovo furiosi. Boom, boom, esplosi.

anderson

Cittaceleste.it

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