Alessandro Nesta: “Lazio, non sono un traditore. Il passaggio al Milan traumatico per come avvenne. La Roma mi voleva per prima”.

Alessandro Nesta: “Lazio, non sono un traditore. Il passaggio al Milan traumatico per come avvenne. La Roma mi voleva per prima”.

Pubblicata ieri 17/1 ROMA – Torna a parlare Alessandro Nesta, capitano di una Lazio leggendaria. Si racconta ai microfoni di thehardtackle.com: “La mia infanzia l’ho passata pensando solo al calcio. Nel dopo scuola andavo in cortile a giocare a pallone finché non tramontava il sole. A 7 anni mi sono…

Pubblicata ieri 17/1

ROMA – Torna a parlare Alessandro Nesta, capitano di una Lazio leggendaria. Si racconta ai microfoni di thehardtackle.com: “La mia infanzia l’ho passata pensando solo al calcio. Nel dopo scuola andavo in cortile a giocare a pallone finché non tramontava il sole. A 7 anni mi sono iscritto nella squadra del quartiere Cinecittà, affiliata alla Roma. Gli osservatori giallorossi mi notarono dopo qualche mese ma mio padre, tifosissimo della Lazio, rifiutò di mandarmi da loro. Così, dopo qualche tempo, lo resi felicissimo andando a finire proprio ai biancocelesti”L’infortunio causato a Gascoigne: “All’epoca avevo 14 anni, ero ai primi allenamenti in prima squadra. Ricordo che stavamo lavorando sul campo ridotto ed avevo di fronte l’acquisto più costoso della Lazio. Mi fece un paio di brutti falli ma io, essendo giovane, non reagii ed anzi continua a giocare. Ad un certo punto, mentre correva, provai a fermarlo con un tackle troppo duro e gli causai la frattura di tibia e perone. Nessuno mi disse niente sebbene ci fosse grande confusione fra giornalisti e tifosi. Zoff venne per primo. Una volta tornato dall’intervento, lo stesso Gascoigne mi tranquillizzò dicendo che non era colpa mia e mi regalò cinque paia di scarpe ed un kit da pesca. Non ho idea del perché, ma era da lui”. Il trasferimento al Milan: “Fu molto strano.  Mi stavo allenando a Formello quella mattina, poi scese in campo Cragnotti e mi disse che ero stato venduto al Milan. Non potevo rifiutare sapendo i problemi del club e quella sera stessa mi ritrovai a San Siro di fronte a 60.000 spettatori. E’ stato un trauma, non capivo cosa stava succedendo”.

 

Ti hanno dato del traditore: “Cragnotti pensava di vendermi già da un po’. Il club aveva debiti e gli stipendi non arrivavano da 6 mesi. Sapevo che prima o poi sarebbe accaduto. Ero il giocatore più costoso e dalla mia cessione avrebbero ricavato parecchio. Non mi sento un traditore”. Lazio e Roma torneranno mai ad alti livelli? “La Roma ha avuto un grande inizio in questa stagione, la Lazio non tanto. Penso comunque che la Juventus continuerà a dominare nei prossimi anni. Le romane sono indietro”. L’erede di Nesta è De Sciglio?E’ un grandissimo terzino. Può crescere e seguire la tradizione dei grandi difensori italiani”. L’Italia e il prossimo Mondiale: “Nel 2006 ero felicissimo, un po’ meno per me che non giocai le ultime gare. Questa volta andare li a vincere sarà molto difficile. Il Brasile è favorito. Inoltre questa squadra è giovane, noi giocavamo insieme da tanto tempo”. La sconfitta più dolora fra quella contro il Liverpool in Champions nel 2005 e quella di Euro 2000: Forse quella contro la Francia, anche perché fino a quel momento non avevo vinto niente”. Il più forte attaccante affrontato: “Ronaldo, un vero prodigio”. I centrali difensivi sono scesi di livello: “In quest’epoca preferiscono ai difensori come giocare la palla piuttosto che essere un vero difensore. E’ un bene da un lato, ma dall’altro si dimentica come si marca l’avversario”.

Cittaceleste.it

 

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