Andrew Howe: “Essere laziali è un onore, che si vinca o che si perda. Obiettivo le Olimpiadi”

Andrew Howe: “Essere laziali è un onore, che si vinca o che si perda. Obiettivo le Olimpiadi”

ROMA – Ai microfoni di ElleRadio, durante la trasmissione ‘I Laziali Sono Qua’, è tornato a parlare Andrew Howe. 1 Argento Mondiale, 1 Oro Europeo, e poi tanta sfortuna. Questa l’intervista completa. Andrew tutti ti conoscono per la tua grande carriera atletica, ma pochi sapevano che tu fossi un grandissimo…

ROMA – Ai microfoni di ElleRadio, durante la trasmissione ‘I Laziali Sono Qua’, è tornato a parlare Andrew Howe. 1 Argento Mondiale, 1 Oro Europeo, e poi tanta sfortuna. Questa l’intervista completa. Andrew tutti ti conoscono per la tua grande carriera atletica, ma pochi sapevano che tu fossi un grandissimo ballerino. Vi ringrazio. Onestamente non pensavo neanche io di essere così portato per il ballo. Devo ringraziare la mia maestra Sara Di Vaira che è davvero bravissima. Stiamo facendo un ottimo lavoro e ci divertiamo sempre tanto. Parliamo un po’ di Lazio. Ti ricordi quando hai iniziato ad amare i nostri colori? Quando ero piccolo avevo un paio di amici che tifavano Lazio. Sono sempre stato molto affascinato sia dai colori della nostra maglia, che dal nostro simbolo, l’aquila. E poi c’era lui: Beppe Signori. E’ stato uno dei miei miti. Qual è stato per te il momento più bello che hai vissuto da laziale? La Coppa Italia vinta il 26 maggio. Penso che sia stato uno dei successi più soddisfacenti in assoluto per ogni tifoso della Lazio. Sono molto legato anche allo Scudetto del 2000. Ricordo che l’ho vissuto in maniera molto intensa. Sono andato in giro in motorino a festeggiare per tutta Rieti, la mia città. Come vedi la Lazio di adesso? Diciamo che potremmo passarcela meglio, ma secondo me essere laziali è sempre un onore, al di là che si vinca o che si perda. Venendo alla tua carriera da atleta, tu sei un ragazzo che ha vinto tantissimo e vari livelli. Ci dici qual è stata la più grande soddisfazione che ti sei tolto? Paradossalmente, la più grande soddisfazione l’ho avuta non vincendo, ma arrivando secondo nella gara di salto in lungo ai Mondiali del 2007 di Osaka. Feci il record italiano saltando 8 metri e 47 centimetri. Ebbi una sensazione di potenza incredibile. Sono veramente legatissimo a quell’attimo. Sei un ragazzo sempre sorridente e solare, nonostante la sfortuna ti abbia un po’ perseguitato. Ricordiamo a tutti che hai subìto molti infortuni. Dove hai trovato la forza per reagire e ripartire? Dentro me stesso. Ho dato un cambio radicale alla mia vita. Ho eliminato tutte le scusanti che potevo darmi e che mi potevano far adagiare, trovando il coraggio di andare avanti nonostante le avversità. Ho ancora 29 anni e c’è ancora tempo per portare a casa qualcosa di importante. Ti aspettiamo tutti alle Olimpiadi di Rio… Assolutamente. E’ il mio obiettivo primario. In questo momento sto pensando solo ed esclusivamente a questo. Ho molta fiducia e spero che la sfortuna giri lo sguardo altrove. Andrew nel salutarti ti auguriamo tutto il meglio e speriamo che tu riesca a vincere ogni prossima gara, a cominciare da quella di “Ballando con le stelle”. Noi tifiamo per te. Grazie. Speriamo di riuscirci. Un saluto a tutti i tifosi e sempre FORZA LAZIO!

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