IL RE – Signori: “Voglio un calcio senza barriere. Non sono il capo dei capi: Lazio sei la mia famiglia”

IL RE – Signori: “Voglio un calcio senza barriere. Non sono il capo dei capi: Lazio sei la mia famiglia”

Giuseppe Signori è intervenuto a CITTACELESTE FM per parlare della Lazio e del suo momento. Sognando un calcio che non c’è più

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Signori

ROMAGiuseppe Signori, ex attaccante della Lazio, è intervenuto ai microfoni di CITTACELESTE FM, in onda dal lunedì al venerdì, dalle 17,30 alle 19,30, sugli 88,100 di Elle Radio e su CITTACELESTE TV, canale 669 del digitale terrestre: “Rimango sorpreso che sia la più bella intervista che hai fatto Stefano (ride ndr). La manifestazione dei tifosi della Lazio è stata una delle cose più belle che mi sia mai capitate. Adesso ho il ristorante, non posso fare quello che mi piace. E’ una storia lunga che comincerà da domani, come regalo di compleanno, ma non posso rientrare nel mondo del calcio. C’è la presunzione di innocenza, ma anche quella di colpevolezza. Vorrei far emergere che potevo scommettere su tutto: ma di comprare e manipolare le partite ce ne passa. Forse mi hanno dato una importanza che io non sapevo di avere. Non ho mai intaccato i valori sportivi, dovranno dimostrare che io sono “il capo dei capi”. Facevo comodo ero un nome importante, non ero tesserato. L’ha saputo prima mia sorella che ero stato arrestato, pensate come va l’Italia. Oggi spengo 48 candeline, si festeggiano i 50 anni, non i 48 (ride ndr). Il calcio di adesso è cambiato, ho smesso nel 2004. C’è meno entusiasmo, mi ricordo i bambini con il panino alle 15 a vedere la partita. La pay tv ha cambiato tutto, si gioca in tutti orari strani. Le tv hanno portato nelle casse delle società tant soldi, non ci si deve meravigliare se i tifosi preferiscono la poltrona allo stadio. Bisogna lavorare più sui tifosi, rispetto agli interessi economici. Preferirei uno stadio pieno tutte le domeniche e guadagnare meno. La tessera del tifoso e i tornelli, anche evitare di dividere la Curva sarebbe stata la scelta migliore. Tanti ricordi in dvd e non più cassette. Sono dei ricordi bellissimi, quando rivedo i gol e le partite della Lazio, per capire e vedere come giocavo. Non te ne accorgi. Signori non era malaccio! (ride ndr). Ero arrivato a Roma con tanto pessimismo, ma volevo dimostrare di poter sostituire Ruben Sosa e ne sono stato all’altezza. Forse un po’ di pazzia mi ha portato ad ottenere di risultati che non mi aspettavo. Vincere tre volte il titolo di cannoniere al cospetto di Van Basten e Batistuta è stato un grande traguardo. Forse quello che mi assomiglia di più è Giuseppe Rossi, ma è stato sfortunato, come qualità è molto simile a me. Lotito ha il suo modo di operare e fare le cose, è normale che ora sia criticato. Non sono quello idoneo per dare consigli a uno più grande di me. Lo scorso anno la Lazio è arrivata anche terza, ognuno si deve assumere le proprie responsabilità, ognuno di noi ha una testa per ragionare. Non parliamo di ragazzini. Il mio sogno è tornare alla Lazio, non mi vedevo dietro una scrivania, ho preso il patentino di allenatore. Indossare la maglia della Lazio è stato il massimo, era in fase embionale. Da li con tutti i risultati e le soddisfazioni, la squadra diventava sempre più forte. La Lazio per me è significato essere uno di famiglia, era una seconda pelle. Purtroppo ci sono state situazioni che non mi sono piaciute, Vienna è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Nella mia testa pensavo di essere maggiormente rispettato come uomo. Io tifo per le squadre dove ho giocato, da ragazzino ero tifoso della Juventus.Io stimo Pioli perchè e’ un ottimo allenatore, la Lazio paga molto lo scotto degli infortuni. Credo che ora si sia ripresa, domani sarà una sfida importante per l’Europa League. La vedo complicata arrivare tra le prime tre, Juventus e Napoli hanno una marcia in più”.

Cittaceleste.it

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  1. cicciohue - 2 anni fa

    … e segna sempre lui ….

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