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Lotito: “Se Inzaghi vuole la Juve, sono addolorato. Il rinnovo non dipende da me”

Lotito: “Se Inzaghi vuole la Juve, sono addolorato. Il rinnovo non dipende da me”

Il presidente della Lazio, per la testata romana, racconta il successo in Coppa Italia

di redazionecittaceleste
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ROMA – Claudio Lotito, presidente della Lazio, racconta il successo della settima Coppa Italia della storia biancoceleste. Le sue parole al Corriere dello Sport:

“Simone Inzaghi alla Juve? Io non ho mai pensato che l’allenatore fosse in discussione. Simone per me rappresenta la storia della Lazio, da giocatore e da tecnico. Si è conquistato tutto sul campo, ha meritato la panchina biancoceleste. Gli avrei fatto fare il passaggio alla Salernitana, invece l’ho catapultato in prima squadra col convincimento che avrebbe potuto far bene. Per quanto riguarda me, Inzaghi resta. Se lui dovesse chiedere di andare alla Juve, mi addolorerebbe dal punto di vista umano. Non capirebbe quanto affetto mi lega a lui. Simone ha dato un contributo fondamentale per la crescita della società e dell’ambiente. Mi ha chiesto di non vendere Milinkovic e io l’ho fatto perché avevo preso un impegno con lui, affinché la squadra avesse le massime potenzialità. Non mi sono prefigurato la possibilità che Inzaghi vada alla Juve, ma nella vita non si sa nulla. Io non so cosa vuole fare lui, sinora ha sempre dimostrato attaccamento ai colori. Io sono comunque abituato a non fasciarmi la testa prima di rompermela. Con Inzaghi e Tare abbiamo intrapreso un discorso insieme, abbiamo vissuto momenti difficili e oggi la società è in grande crescita. La Juve è sicuramente un punto di arrivo, ma perché non può esserlo pure la Lazio? Il calcio non è solo denaro, noi abbiamo il centro sportivo più grande d’Italia. La nostra società è sanissima, le altre sono piene di debiti. Vincere con merito e capacità, dà maggiori soddisfazioni. Altrimenti io non avrei preso la Lazio con 150 milioni di debiti. Se le persone che ci stanno continueranno a lavorare all’unisono per raggiungere determinati obiettivi, arriveremo lontano”.

PRESIDENZA

“Io il più bravo presidente della serie A? No, io cerco di apprendere da tutti, anche dalla gente più umile. Metto il massimo impegno, ma una società di calcio non va gestita come una fabbrica, altrimenti muore. Io ho la responsabilità di portare risultati economici e sportivi, ma anche l’obbligo di fare il custode e di dare alla Lazio la certezza del futuro”.

DERBY E COPPA

“Quando abbiamo vinto il derby, ho fatto a De Rossi i complimenti perché aveva ammesso la forza della Lazio. La Coppa Italia l’abbiamo vinta meritatamente contro l’Atalanta. Non c’era solo il rigore di Bastos, ma anche l’espulsione di Correa. Inzaghi è stato bravo coi cambi e mi dispiacerebbe se se ne andasse. Poi occhio che l’erba del vicino non è sempre più buona. Chi è andato via dalla Lazio, è sempre morto. Da noi c’è un ambiente familiare, a Torino manca l’aspetto umano”.

SCUDETTO

“Voglia di Champions oltre i 5 trofei? Avevamo già allestito una squadra che poteva competere alla pari con tutti, altrimenti non avremmo vinto una Coppa Italia contro una squadra che veleggia per la Champions. La situazione in classifica è dovuta a tanti infortuni e altri fattori imponderabili, ci sono stati errori di tutti. Non voglio trovare colpevoli, ma cercare le cose che hanno inciso. La doppia soddisfazione oggi è aver vinto anche lo scudetto Under 14 contro la Roma, dopo 18 anni, con allenatore Rocchi. Noi vogliamo rappresentare la storia e il futuro”.

CHAMPIONS

“Non è vero che io non voglio andare in Champions. E’ un’invenzione, come il fatto che l’Atalanta ci abbia regalato la Coppa Italia barattandola col campionato. Ha fatto la partita della morte… Noi abbiamo un percorso vincente, che va avanti al di là di ciò che succede intorno a noi. Daremo continuità a un progetto che ci farà fare una crescita esponenziale sia a livello nazionale che internazionale. Porteremo a casa risultati importanti con l’entusiasmo che c’è nel nostro gruppo”.

FESTA

“Dopo la festa abbiamo fatto una cena al ristorante e i giocatori hanno ballato sino alle 7 di mattina. Ho fatto il trenino pure io, ho partecipato all’entusiasmo di tutti. Mi sento il pater familias che deve correggere gli errori di tutti, ma non mi sono mai sostituito né al ruolo del diesse né a quello dell’allenatore”.

RIVOLUZIONE

“Allestiremo una squadra competitiva, se ne parlerà con il diesse e l’allenatore. Non so chi compreremo, non scavalco i ruoli. Non prediligiamo gli stranieri, dipende dalle compatibilità economiche e tecniche”.

STADIO

“Ipotesi alternative alla Tiberina come Fiumicino? E’ chiaro che uno alla fine potrebbe accontentarsi… L’optimum per la Lazio sarebbero i terreni sulla Tiberina, perché ci sta la viabilità e il trasporto fluviale. Sarebbe uno stadio con una cassa di risonanza internazionale. C’è un problema di volontà politica perché le soluzioni che diamo noi non sono impossibili da realizzare. Vedremo quando ci sarà un confronto”.

MILINKOVIC

“Con il gol in Coppa vale di nuovo 100 milioni? E’ il miglior centrocampista del campionato italiano. E’ giovane e può crescere. La valutazione non è solo legata al valore del giocatore, ma il risultato che determina in un organico”.

ADEKANYE

“E’ già un giocatore della Lazio. Non è una scommessa, ma un investimento. Se facciamo delle scelte le facciamo a ragion veduta. Bisogna vedere l’adattamento… La capacità dell’allenatore sta pure nell’ammortizzare le difficoltà di ambientamento, perché spesso i tecnici voglio giocatori già pronti e lì nascono frizioni. E’ facile far giocare Messi…”.

15ESIMO TROFEO

“Siamo sopra la Roma, anche se hanno altri questa ossessione del sorpasso”.

RINNOVO INZAGHI

“Noi abbiamo già l’impegno di vederci, ma ora il rinnovo non dipende dalla mia volontà. Non gli farei certo un contratto annuale. Per dare stabilità al progetto serve almeno un contratto di tre anni, come il primo che gli ho fatto”.

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