Petkovic al 3˚ posto con la rosa low cost

Petkovic al 3˚ posto con la rosa low cost

Il top player? Meglio un top team. È la filosofia Lotito, che nel corso degli anni ha cambiato sì strategia — prima i prestiti, poi i diritti di riscatto, ora gli acquisti mirati — ma non la costituzione. Quella è sempre uguale: la Lazio si fonda su un principio semplice,…

Il top player? Meglio un top team. È la filosofia Lotito, che nel corso degli anni ha cambiato sì strategia — prima i prestiti, poi i diritti di riscatto, ora gli acquisti mirati — ma non la costituzione. Quella è sempre uguale: la Lazio si fonda su un principio semplice, il low cost. Solo tre calciatori dell’undici titolare di Petkovic sono stati pagati più di 5 milioni di euro, solo uno (Hernanes) più di 10. Chiamatela caccia all’affare.

Errare umano… 
I latini tanto cari a Lotito dicevano: errare humanum est, perseverare autem diabolicum. Ecco, il presidente deve essersi ispirato a loro dopo l’acquisto di Mauro Zarate nel 2009: 20 milioni di euro, la cifra più alta della sua gestione, per un calciatore ora ai margini della Lazio, non considerato neppure da Petkovic. Non poteva fare altro, in quei giorni del 2009, pressato dalla piazza. Così Lotito, di quell’operazione, deve aver fatto un manifesto negativo. E allora il top player è meglio costruirselo in casa. La squadra di oggi è stata costruita partendo da lontano: due titolari — Ledesma e Mauri—presi nel 2006, l’ultimo — Candreva — rilevato in prestito e poi riscattato per metà la scorsa estate a 1,7 milioni. Il totale? La Lazio, l’undici titolare, è costata 42,3 milioni di euro: è praticamente la cifra che in Europa si paga per un grande attaccante, un giocatore capace di fare la differenza, un top player appunto.

Klose&Hernanes 
E invece nella Lazio la differenza la fanno Klose — acquistato a costo zero nell’estate 2011 — e Hernanes, pagato 11 milioni tra prezzo del cartellino e commissioni all’agente Joseph Lee (che tuttora mantiene una percentuale in caso di futura cessione). Undici giocatori presi in sette anni di mercato: della serie, metti 6 milioni di euro all’anno e il gioco è fatto. Poi è necessario non sbagliare la mira: con Cisse, un anno fa, non andò bene come con Lulic, scoperto dal d.s. Tare nello Young Boys. In generale, però, le scelte sono corrette, se è vero che il valore di mercato attuale dell’undici è praticamente raddoppiato: 82,1 milioni. «Ho risanato questa società, che è sempre in utile di bilancio — dice Lotito a Radio Anch’io Lo Sport — È facile illudere la gente e raggiungere certi obiettivi pagandoli, però, a caro prezzo. La scoperta di Petkovic? Merito mio e di Tare, mi piace dire della società. Ora la prossima sfida è lo stadio».

Aspettando il Milan 
Intanto c’è da ingannare l’attesa per la sfida con il Milan: «Per noi sarà uno spartiacque tra l’essere e l’aspirare», filosofeggia il presidente. Hernanes già promette: «La forza della Lazio è la fame di vincere. Vogliamo rimanere a lungo tra le prime del campionato». È mister 11 milioni, non può mica tradire Lotito

fonte: gazzetta dello sport

Simone Davide

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