STASERA SI GIOCA – Lazio, piove sul bagnato: le ultimissime

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Distorsione a una caviglia per Candreva: Pioli pensa a Mauri dietro Keita e Matri

Pioli

ROMA – Un Candreva in meno: distorsione a una caviglia, è finito al tappeto anche lui. Forse una punta in più e in totale sarebbero due: Keita più Matri. Il ko di Candreva è stato annunciato ieri da Pioli, s’è fatto male venerdì, sarà da valutare per la sfida col Genoa di mercoledì sera. L’assenza dell’azzurro non sembra bastare per riportare in campo Felipe Anderson, rischia la quarta panchina di fila in campionato, le lamentele della sorella-manager non dovrebbero cambiare la realtà.

Le opzioni. Vero o falso? Pioli sembra in anticipo sui tempi previsti, sta pensando al 4-3-1-2, è il modulo che ha sperimentato durante la sosta, è il modulo che ha individuato dopo l’acquisto di Matri. Il piano si sarebbe dovuto attuare con i rientri di Klose e Djordjevic (convocato ieri, tornerà in panchina), può esserci un cambio di programma. Mauri alle spalle di Keita e Matri, potrebbe essere questa la formula d’attacco anti-Napoli. Si può sintetizzare disegnando il rombo o interpretandolo a forma di 4-3-2-1. Una Lazio a due punte, se così sarà, non si vede da tempo, una Lazio con quei tre in fase offensiva fa ben sperare. Mauri, Matri e Keita hanno già punito il Napoli in passato. Matri – scrive il Corriere dello Sport – ci è riuscito più di tutti, ha segnato 5 reti agli azzurri in carriera (solo all’Udinese ha segnato di più), il suo primo gol in A arrivò proprio al San Paolo (agosto 2007, giocava nel Cagliari).

Gli altri. Pioli rifletterà sino all’ultimo, ha programmato una rifinitura aggiuntiva, sarà svolta stamane a Napoli. Chissà che il tecnico non faccia sorprese. Le soluzioni non mancano, può essere riproposto il 4-2-3-1 dell’ultima settimana con Felipe (al posto di Candreva), Mauri e Keita dietro Matri. La partita con il Dnipro e il viaggio in Ucraina hanno fiaccato un bel po’ di giocatori, la formazione sarà decisa anche in base alla forma dei singoli. Milinkovic, ad esempio, avrebbe meritato la conferma: «E’ stanco», ha detto Pioli. Il serbo proverà a insidiare Mauri sino all’ultimo, se non ci riuscirà si terrà pronto per entrare in corsa. Pioli, scegliendo il rombo o il 4-3-2-1 che dir si voglia, riabiliterebbe la figura del regista (nel 4-2-3-1 era stata tagliata). Nel ruolo è stato provato Onazi, è l’eroe del 4-2 di maggio, segnò un gol decisivo al San Paolo. Ai suoi fianchi agirebbero Parolo e Lulic. In difesa è tutto chiaro: rientrerà Mauricio (era squalificato in Europa), s’affiancherà a Hoedt. L’olandese venerdì ha effettuato controlli ad una caviglia, ha recuperato, giocherà la terza gara di fila, a Pioli sta piacendo molto, è diventato titolare. Basta e Radu dovranno blindare le fasce.

Pro e contro. Il tecnico ha chiesto attenzione massima, sono stati commessi troppi errori. Il Napoli, con 58 tiri, si segnala come la squadra che bersaglia di più in questo inizio di campionato. La Lazio invece è la formazione che ha concesso meno conclusioni agli avversari (29), nonostante ciò ha incassato cinque reti (una con il Bologna, quattro con il Chievo). Pioli ha bisogno di precisione nelle due fasi, i suoi uomini recuperano tanti palloni (210 dall’inizio della stagione), devono riuscire a finalizzare l’azione. E c’è da stare attenti nei primi tempi: la Lazio, nei 45 minuti iniziali, ha la seconda peggior difesa del campionato, ha subito 4 gol, solo il Carpi (7 reti) ha fatto peggio.

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