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Caicedo vuole il riscatto Champions prima dell’addio

Caicedo vuole il riscatto Champions prima dell’addio

L’anno scorso pesano come macigni i gol sbagliati contro Torino e Crotone. Ieri un’altra rete decisiva per i tre punti, dopo tanti sbagli

di redazionecittaceleste

FROSINONE – Non è un graffio, è uno squarcio. Caicedo strappa la rete, fa esplodere la porta con un siluro, la sfonda. La “Pantera” stava impazzendo, doveva segnare. Bentornato Felipao, è un premio giusto per l’impegno.

Non ce la faceva più a passare per l’attaccante che non la mette mai dentro. L’ecuadoregno torna a fare centro. Non ci riusciva addirittura dal 27 settembre in campionato col Genoa, in Europa l’astinenza durava dal 25 ottobre a Marsiglia. Più di tre mesi senza nessuna esultanza, Caicedo a Frosinone voleva tornare protagonista per forza. Così pronti via ha iniziato il duello con Sportiello. Al 5′ un diagonale debole, murato il secondo colpo, deviato di testa il terzo. Al quarto tentativo ha allungato il passo e fatto centro, sfruttando l’assist perfetto di Luis Alberto. Stop a seguire e dribblare Krajnc e Salamon, palla sul sinistro, boom. Immobile gli è andato incontro, era felice per il compagno. Era stato proprio Caicedo a regalare a Ciro l’assist decisivo a San Siro, ma non era riuscito a chiudere il match all’85’ solo davanti ad Handanovic. Anche allo Stirpe la porta ieri sembrava stregata, ma Caicedo non s’è arreso: «Ho fatto un gol pesante e sono contento, soprattutto perché vale la vittoria. Il Frosinone è una squadra tosta, non era facile giocare e calciare in un campo così secco».

FUTURO
Forse anche per questo Caicedo ha sbagliato così tanto e Inzaghi nella ripresa lo ha subito sostituito. E’ uscito sconsolato al 12′, dopo essersi divorato il bis su una respinta di Sportiello su un tiro di Parolo quasi a porta vuota. Ma Caicedo è questo, prendere o lasciare. Lo voleva appunto il Galatasaray a gennaio, la Lazio ha detto no a 4 milioni. Felipao dovrà decidere che fare a fine stagione (col sempre più probabile arrivo di Wesley dal Bruges), ma adesso vuole dare a tutti i costi il suo contributo. Quest’anno ha già giocato 19 gare fra campionato e Coppe, sfornato 4 assist e 3 gol in 873′ totali. L’anno scorso si fermò a 6 reti e 3 passaggi decisivi in 1300′, ma deve far dimenticare soprattutto il finale. A inizio stagione molti laziali non gli perdonavano il cucchiaio col Torino e gli sbagli di Crotone, ora si è riconquistato la stima col sudore. E lui non è affatto stanco: «Io sto bene fisicamente, ora testa all’Empoli. I miei compagni hanno giocato 120′ contro l’Inter e sono un po’ stanchi, per questo sono orgoglioso dei tre punti. Meno male che Fabbri è andato a rivedere al Var il rigore perché non c’era». Caicedo non ci dorme ancora la notte per quello fischiato ingiustamente a lui su Pezzella.
Al.Ab.

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