Colpo di scena: Lazio-Klose, patto per il futuro!

Colpo di scena: Lazio-Klose, patto per il futuro!

ROMA – Più gioca, più resta: è questo il patto. E’ il bomber, è un campione del mondo, è un idolo, è un uomo-derby, è un amico della Lazio, è tutto, è Miro Klose. L’età, per lui, è solo un numero. La Lazio, per lui, è più di una squadra.…

ROMA – Più gioca, più resta: è questo il patto. E’ il bomber, è un campione del mondo, è un idolo, è un uomo-derby, è un amico della Lazio, è tutto, è Miro Klose. L’età, per lui, è solo un numero. La Lazio, per lui, è più di una squadra. Non pensa alla pensione, si sa: «Fino ad allora cercherò di assaporare ogni singolo momento», ha detto in Germania. Non ci pensa, si sente in forma, nel futuro prossimo si vede in campo, ancora nelle vesti di calciatore. E il futuro potrebbe essere ancora biancoceleste. C’è un retroscena legato al rinnovo contrattuale firmato a maggio: l’opzione per l’annata 2015-16 si conosce, la notizia è che può scattare automaticamente al raggiungimento di 25 presenze (presenza in più, presenza in meno, sarebbe questa la soglia). Miro è a quota 9 presenze in campionato, sono 10 quelle stagionali considerando la Coppa Italia. Il traguardo è raggiungibilissimo ecco perché si può ipotizzare un’altra Lazio con Miro Klose, magari in Champions o comunque in Europa. Pioli l’ha utilizzato sempre o quasi, lo ha lasciato in panchina solo contro il Genoa e il Palermo. Miro, dall’inizio o in corsa, per pochi o tanti minuti, ha trovato spazio.

I numeri. In tutto ha collezionato 331’ di gioco (352’ considerando la Coppa Italia). A Milano partì dal primo minuto, rimase in campo 59 minuti. Nel match contro il Cesena (30 minuti di gioco) entrò al 15’ del secondo tempo. Miro ripartì titolare contro l’Udinese (90 minuti di gioco). Nelle gare contro Sassuolo e Fiorentina entrò nel finale: 5 minuti di gioco contro la squadra di Di Francesco e solo un minuto di gioco a Firenze. Nelle ultime quattro partite (Torino, Verona, Cagliari ed Empoli) il Kaiser è stato titolare solo contro i sardi (62 minuti di gioco): contro i granata entrò all’inizio del secondo tempo, a Verona trovò spazio all’87’, ad Empoli è subentrato al 13’ della seconda fase. Le presenze non si quantificano con i minutaggi bensì con le apparizioni (per quanto siano brevi, medie o lunghe). A volte è sembrato strano vedere Klose entrare in campo per pochi minuti, anche per uno solo (la mente corre a Firenze). Le scelte di Pioli l’hanno avvicinato al rinnovo automatico.

Il rapporto. Esiste un’amicizia forte tra il tedesco e i dirigenti laziali, va al di là dei contratti, dei vincoli, degli accordi scritti. A fine stagione, se sarà necessario, la Lazio e Klose parleranno, s’incontreranno e decideranno il da farsi. Se Miro avrà voglia di continuare lo farà, se vorrà provare una nuova esperienza (anche se il rinnovo sarà scattato automaticamente) lo farà. Lo stesso vale per la Lazio. Lotito e Tare non hanno mai smesso di credere in lui, gli hanno riconosciuto un nuovo contratto in tempi non sospetti (prima della sua consacrazione mondiale) e non l’hanno voluto sottoscrivere soltanto per una stagione. L’opzione valeva già come proiezione futura. Klose compirà 37 anni a giugno, corre come un ragazzino, può concentrarsi solo sulla Lazio, negli anni scorsi non era mai accaduto: l’obiettivo Mondiale era una priorità. Klose ha un sogno, si chiama Champions League. Prima di chiudere l’avventura calcistica spera di rivivere quell’atmosfera speciale. E’ un campione pluridecorato, categoria “supermassimi”. Ha collezionato premi e trofei di ogni tipo, è ancora affamato, non smette d’avere sogni d’oro. In futuro farà l’allenatore. Chissà, magari guiderà la Lazio. Ma questa è un’altra storia. E stuzzica moltissimo…

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