Klose concreto: 42 tocchi, 3 sponde, 1 gol

Klose concreto: 42 tocchi, 3 sponde, 1 gol

ROMA – La pochezza dello spettacolo dell’Olimpico è certificato dai numeri: 1073 tocchi complessivi e 306 palloni persi. Come dire: il 28 per cento delle giocate è andata in fumo. Ovvio che, senza qualità, non ci si possa divertire. Lazio e Inter mettono in mostra una preoccupante mancanza di precisione,…

ROMA – La pochezza dello spettacolo dell’Olimpico è certificato dai numeri: 1073 tocchi complessivi e 306 palloni persi. Come dire: il 28 per cento delle giocate è andata in fumo. Ovvio che, senza qualità, non ci si possa divertire. Lazio e Inter mettono in mostra una preoccupante mancanza di precisione, figlia di tecnica che non c’è e forse anche di concentrazione: i ragazzi di Reja azzeccano soltanto il 75,4 per cento dei passaggi, i nerazzurri arrivano all’81,3 per cento. Ma è comunque poco affinché si raggiunga un livello perlomeno decente di gioco. D’altronde, se osservate la composizione del centrocampo dell’Inter, noterete che di registi veri e propri non ce ne sono, e dunque chi può accendere la luce? E la Lazio, comprensibilmente frenata dalle recenti vicende tecnicosocietarie (l’addio di Petkovic e l’arrivo di Reja), non ha pensato a costruire, ma principalmente a contenere e a ripartire.

 

Senza aiuto 
In questo deserto di idee a patire di più sono stati gli attaccanti. Nello specifico, Klose da una parte e Palacio dall’altra. Il tedesco, con una zampata delle sue, è riuscito ugualmente a indirizzare il corso della gara, però è stato raramente servito e imbeccato dai compagni. Diciamo che, fino al momento del gol, si era fatto notare in particolare per il lavoro di disturbo su Cambiasso, non certo per i movimenti in area avversaria. E Palacio? Un fantasma. I compagni non lo hanno aiutato e non lo hanno cercato con lanci precisi o con tocchi ravvicinati, questo è vero, tuttavia anche lui ci ha messo del suo: pochi scatti in profondità, pochi smarcamenti. L’argentino ha toccato 33 volte il pallone e non ha mai calciato in porta. Il suo tabellino è desolante: 0 tiri, 1 lancio, 1 cross, 4 sponde, 14 palloni persi.Nemmeno nei duelli ha brillato: 11 effettuati, 4 bene e 7 male. La verità è che tutta l’Inter non lo ha supportato a dovere, i centrocampisti non sono mai riusciti a servirlo negli spazi e lui è andato in confusione.

In anticipo 
Klose non ha avuto molte occasioni di più a disposizione: 42 tocchi effettuati. Però 2 tiri in porta li ha fatti (con un gol), e anche 3 sponde. Inoltre ci sono i 19 passaggi (16 giusti e 3 sbagliati), i 7 contrasti vinti e i 3 dribbling riusciti. Non ha incantato, come del resto la Lazio, ma ha saputo calarsi nella parte, ha lottato e si è sbattuto. Certo, nel valutare la prestazione del tedesco, non si possono dimenticare i 10 palloni persi (solo 2 recuperati) e le 2 posizioni di fuorigioco. Lì davanti, comunque, nel momento decisivo, ha avuto la furbizia di anticipareRanocchia e la bravura di piazzare un tiro al volo imparabile alle spalle di Handanovic. Un’azione è troppo poco per giustificare un’intera partita, ma gli assetati di bellezza si devono accontentare.

Gazzetta dello Sport

 

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