L’AVVERSARIO – Il vero segreto del Torino è Ventura

L’AVVERSARIO – Il vero segreto del Torino è Ventura

Il Toro e Ventura sono un tutt’uno perché il mister rappresenta al meglio il tanto citato cuore Toro

belotti

ROMA – Il Toro e Ventura sono un tutt’uno perché il mister rappresenta al meglio il tanto citato cuore Toro ed i suoi ragazzi in campo incarnano lo spirito battagliero di un uomo che ha dimostrato con i fatti di essere uno dei miei migliori ma che ha soprattutto ricostruito tutto, ripartendo da zero e riportando il granata in Europa dopo esser partito dalla serie cadetta. Ventura è il vero segreto di questo Torino che a mio avviso sarà una delle più piacevoli sorprese della Serie A per qualità di gioco e per risultati che vista la qualità della rosa a mio avviso dovrebbero certamente arrivare. Ventura è un grande perché ha grande esperienza ma non è affatto bollito, anzi è sempre estremamente lucido nelle analisi delle partite e nella lettura di ogni particolare e poi soprattutto è uno di quegli allenatori che più migliorano i propri calciatori. E poi non è affatto rigido nei moduli e sa passare con disinvoltura dal 3-5-2 (modulo che personalmente detesto ma che lui riesce a farmi digerire) al 4-4-2 o al 4-3-3. Ed un allenatore come lui proprio per queste caratteristiche è oro colato per qualsiasi presidente perché accresce costantemente il valore del parco calciatori e per società come il Torino che non hanno alle spalle un magnate, tutto ciò è oro colato.

STRATEGIA – Prendete Immobile e Cerci che con lui erano diventati due top players e che sono stati rivenduti a suon di milioni: ora orfani del loro mentore sono ricaduti in disgrazia. Oppure prendete quest’estate Darmian, venduto brillantemente al Manchester United? Con la sua cessione il Torino ha finanziato tutto il mercato, un mercato fatto con grandissima intelligenza, prendendo i migliori talenti italiani che fossero su piazza. Perché la realtà è questa: il Torino ci è riuscito e la Lazio no. O perché non ha voluto o perché non sa come si fa ed in entrambi i casi è una colpa ingiustificabile. Il Torino ha preso Zappacosta che alla Lazio sarebbe potuto essere il titolare della fascia sinistra ed all’occorrenza un eccellente vice Basta. E poi Baselli che avevo caldeggiato a lungo a luglio in ottica biancoceleste, affermando che sarebbe stato il giocatore rivelazione della Serie A.

DA CHAMPIONS – I fatti mi stanno dando assolutamente ragione e l’ex atalantino avrebbe potuto occupare un ruolo da titolare inamovibile accanto alla “Luce Perpetua” Lucas Biglia o all’occorrenza essere suo vice. E poi ancora il riscatto di Marco Benassi, altro ottimo centrocampista dell’Under 21, Avelar, protagonista di buoni campionati a Cagliari sulla fascia sinistra e da ultimo Belotti, (dopo aver completato il centrocampo con la corsa e la sostanza di Obi ed Acquah ) che a mio avviso è uno dei più promettenti centravanti del futuro del calcio italiano e che Ventura saggiamente, avendo a disposizione Maxi Lopez e Quagliarella sta sguinzagliando un po’ per volta. E se a tutto ciò aggiungiamo le conferme dei vari Bruno Peres, Maksimovic e Glik in difesa, dei fedelissimi Gazzi e Vives a centrocampo e dei già citati Lopez e Quagliarella davanti, si capisce certamente che il Toro è un’ottima squadra, costruita con grande equilibrio ed intelligenza e che potrà recitare un ruolo importante subito dietro ai club che si contenderanno scudetto e posti in Champions League.

ALLA PARI – Lazio e Torino complessivamente a mio avviso come valori si equivalgono ma voglio farvi riflettere su due particolari. Il primo è la difesa dove (portiere a parte) non c’è partita a favore dei granata e poi sul fatto che il Torino sta crescendo molto, mentre la Lazio (ovviamente grazie a Lotito) si ritrova sempre allo stesso punto di partenza o di ripartenza perché non c’è alcuna intenzione o capacità, o forse entrambe le cose, di alzare l’asticella degli obiettivi. Mancano programmazione ed ambizione ed è tutto un tirare a campare alla giornata. Il Torino attualmente è settimo ed ha appena un punto in meno della Lazio e finora è stato un po’ frenato da lente partenze (ma ha sempre reagito bene e con carattere alla distanza), da numerosi infortuni (un po’ come la Lazio) e da qualche errore individuale. La Lazio recupererà Biglia e Djordjevic ed è già qualcosa ma la difesa è da brividi e bisognerà fare molta attenzione sulle fasce dove i granata spingono molto, agli inserimenti dei centrocampisti (soprattutto quelli di Baselli) ed a Quagliarella che in area di rigore continua ad essere molto pericoloso. Sarà sicuramente una partita divertente, a mio avviso da tripla, sperando quantomeno di non rivedere in campo Mauricio. In primis per il suo bene!

Andrea Colacione

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