Sedotto e mollato. Il nuovo Candreva fa paura ad Allegri

Sedotto e mollato. Il nuovo Candreva fa paura ad Allegri

ROMA – Sedotto e abbandonato. E poi corteggiato di nuovo, quando ormai era troppo tardi. Domani all’Olimpico arriva la Juve e per l’uomo-simbolo di questa Lazio, Antonio Candreva, non è una partita come le altre. Il blasone dell’avversario c’entra fino a un certo punto. È che la Juve poteva essere…

ROMA – Sedotto e abbandonato. E poi corteggiato di nuovo, quando ormai era troppo tardi. Domani all’Olimpico arriva la Juve e per l’uomo-simbolo di questa Lazio, Antonio Candreva, non è una partita come le altre. Il blasone dell’avversario c’entra fino a un certo punto. È che la Juve poteva essere la squadra della sua vita e invece il fidanzamento, breve e tormentato, non è sfociato in matrimonio.

MOMENTO SBAGLIATO
Gennaio 2010. Sul ventitreenne Antonio Candreva, reduce da una stagione e mezzo molto positiva con il Livorno, ma di proprietà dell’Udinese, mette gli occhi il club bianconero. Dopo, tra l’altro, che nel novembre 2009 il c.t. Lippi se ne era innamorato in Nazionale paragonandolo a Perrotta. Trattativa lampo. Il Livorno viene indennizzato, l’Udinese cede il giocatore romano in prestito alla Juve, con diritto di riscatto della prima metà. Formula contorta dietro la quale c’è però la volontà della società bianconera di fare suo il giocatore. Solo che dopo sei mesi la Juve ci ripensa e non riscatta Candreva. Sedici partite e due gol (i numeri in mezzo campionato) non bastarono a convincere la Juve. Che non era quella vincente e organizzata di ora. Candreva per dire, arrivò che c’era in panchina Ciro Ferrara e dopo una settimana si ritrovò Zaccheroni.

 

 

PENTIMENTO TARDIVO
La botta, per il romano, fu tremenda. Pensava di essere arrivato, fu costretto a ripartire da zero. Sì, perché l’Udinese non lo volle tenere e lo fece ripartire dalla provincia: Parma prima, Cesena poi. Quando tutto sembrava perso arrivò la Lazio. Con la quale Candreva è diventato il Candreva attuale. Un giocatore della Nazionale, uno degli esterni migliori del campionato, uno che – la scorsa estate – è stato corteggiato da molti top-club europei. Juve compresa. Sì, proprio quella stessa Juve che 4 anni prima lo aveva sedotto e abbandonato, ha chiesto informazioni sul suo conto. Ma la cifra-monstre chiesta da Lotito (35 milioni) ha allontanato i bianconeri.

ALTRA VENDETTA
E così domani Candreva sarà ancora avversario della Juve. Nell’ultimo incrocio, quello del 25 gennaio scorso, il romano punì (per la prima volta) la sua ex squadra trasformando un rigore. Il gol, però, non bastò per vincere, perché Llorente fissò il punteggio sull’1-1. Candreva ci riproverà domani. Con un altro gol o magari con un assist, visto che quest’anno di reti ne ha fatte solo due, mentre grazie ai sei passaggi vincenti è il miglior assist-man della Serie A. Ha già battuto la Juve due volte col Parma, ma mai con la Lazio. Questa può essere la volta buona. Il morale è quello giusto dopo la rete realizzata in azzurro con la Croazia. Arrivata, guarda caso, proprio quando a guidare l’Italia c’è un c.t. targato Juve come Conte. Un segno del destino anche questo. No, per Candreva il match con la Juve non è una sfida qualsiasi. E la Lazio confida nella sua voglia di amareggiare ulteriormente i bianconeri per quella scelta fatta 4 anni fa.

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