Felipe Anderson: "E' il momento di dimostrare a tutti chi sono. Hernanes? E' il mio idolo..." - VIDEO
Auronzo - In conferenza stampa c'è Felipe Anderson. Del calciatore brasiliano si è parlato molto nell'ultimo periodo: si aspetta la sua esplosione dopo un anno non del tutto positivo in cui ha deluso le aspettative.
Da dove riparti per questa stagione?
Parto con la voglia che devo avere per dimostrare le mie capacità e il mio talento. Questo è l'anno in cui voglio diventare un gran giocatore.
Scommetteresti su di te?
Si, la scorsa stagione ho avuto tante difficoltà ma ora sono concentrato e ogni palla deve essere decisiva per me. Lo scorso anno avevo saltato il ritiro e ho sentito la differenza anche a causa dell'infortunio che mi ha stoppato 4 mesi. Ora è il momento di dimostrare a tutti chi sono.
Come ti trovi con Pioli?
Bene, lui mi ha dato più possibilità di entrare e giocare palla: per me è fondamentale.
Il tuo ruolo ideale?
Centrocampo, dove prenso palla e gestisco. Ma ovunque mi mette il mister devo dare il massimo. In Italia è un calcio diverso e ci ho messo un po per capirlo: ora devo fare bene.
Senti di poter diventare un leader?
Ho grande voglia di farlo e dimostrare a tutti quanto valgo. Anche qui parlano tutti di me e di quanto devo dimostrare: è uno stimolo per me.
Preferisci giocare come mezzala?
Si è il mio ruolo, ma mi va bene anche da esterno. L'importante è che io sia libero di giocare la palla. Ho già detto al mister che sono disosto a tutto.
Dove devi migliorare?
In campo, devo migliorare a cercare la posizione. Devo fare molta tattica e il mister i sta aiutando: sto imparando tante cose e credo possa essere un grande anno.
L'anno scorso quanta percentuale di te abbiamo visto?
E' difficile dirlo. Non so quanto ho fatto della mia percentuale. Al Santos sono andato bene. Qui devo ancora dare molto.
Dicono tutti che saresti il futuro Hernanes?
Lasciamo stare Hernanes che sappiamo tutti quanto è forte. Ho delle doti per le quali posso aiutare la squadra in questo ruolo. Ho velocità e voglio aiutare la Lazio ad arrivare in alto.
Senti la pressione? La sente anche Tare che ti ha voluto molto?
Abbiamo parlato e mi ha detto che devo stare tranquillo e mostrare grinta per diventare importante.
E' stato difficile adattarsi al calcio italiano?
Si, molto. L'intensità di gioco è diversa. Si torna, si attacca: a me mancavano anche i minuti nelle gambe. Ora sono carico.
Come hai vissuto la delusione brasiliana al mondiale? Ti ci vedi con quella maglia?
E' stata una giornata bruttissima e il mio sogno è partecipare al 2018. Ma per farlo devo giocare bene con la Lazio. Tutti volevano vedere il Brasile trionfare in casa, ma non è andata come pensavamo.
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