La Lazio, Keita e il caso Zarate
ROMA - Il rischio c'è, è concreto. La vicenda Keita potrebbe prendere la stessa piega di un'altra situazione, che in casa Lazio ricordano bene. E' iniziata nel dicembre del 2012 e si è chiusa solamente a ottobre del 2016. La Lazio aveva provato a fare un altro tentativo, ma l'ultimo ricorso biancoceleste è stato respinto a marzo di quest'anno. Era la diatriba tra Mauro Zarate e la Lazio, una storia cominciata dopo il suo ritorno dall'Inter. E ora, Lotito, potrebbe ritrovarsi di nuovo faccia a faccia con un suo giocatore in tribunale.
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KEITA, PESSIMA GESTIONE
Tweet, interviste, risposte piccate, silenzi improvvisi. La situazione Keita è stata gestita nel modo peggiore possibile. Il suo agente ha smentito le parole di Tare che lo ha accusato di essere già d'accordo con altre società. E per ultimo, Lotito: l'idea del patron sarebbe quella di portare Keita in tribunale. Il rinnovo di Keita era una trattativa che andava avviata molto tempo prima, senza ridursi a un anno dalla scadenza. E, soprattutto, andava fatto tutto in casa, non davanti alle telecamere, non dietro ai microfoni, non sui social. Perché, alla fine della fiera, non ci fa una bella figura nessuno: Keita, che passa per il giocatore capriccioso e testardo, che non parla con la società; l'agente del giocatore, che si ritrova addosso i panni del doppiogiochista; Tare, che passa per un dirigente inesperto, quale invece non è; e infine la Lazio, che si ritrova di nuovo in tribunale contro un suo giocatore. Come se non fosse in grado di risolvere le situazioni spinose, se non per vie legali.
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IL CASO ZARATE
Il giocatore, dopo non aver risposto alla convocazione per Lazio-Inter del 15 dicembre 2012, viene messo fuori rosa. Intenta così una causa per mobbing contro la società biancoceleste. A sua volta, la Lazio fa causa al giocatore, reo di essersi recato alle Maldive, spacciandosi per malato. Il 15 luglio 2013 il Collegio Arbitrale sancisce che non vi è stato mobbing. Nonostante questo, Zarate si accorda con il Velez, considerando nullo il suo contratto con la Lazio ed appellandosi all'art 14 del regolamento FIFA: il suo obbiettivo è quello di risolvere il contratto per giusta causa. Il transfer della FIFA per giocare con la maglia del Velez arriva un mese dopo, il 15 agosto. Successivamente, nel luglio del 2015, la Camera delle risoluzioni delle controversie dà ragione alla Lazio e condanna Zarate a risarcire i biancocelesti di quasi sei milioni di euro. Ultimo capitolo nell'ottobre del 2016: il Tas riforma la sentenza, e né Zarate né il Velez devono più niente alla Lazio. I biancocelesti provano un ricorso, ma il tentativo è inutile. Finisce qui.
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SCENARI FUTURI
La società biancoceleste e Keita sono disposti ad affrontare tutto questo? Anni di cause, che getteranno una brutta macchia sulla storia di un giocatore e la sua maglia. E forse, tra quattro anni, arriverà il tweet di Keita, che si dice dispiaciuto. Come è dispiaciuto a Zarate, che ha chiuso così: Dopo una lunga attesa oggi il TAS si è finalmente pronunciato a mio favore. Sono contento, anche se tuttavia non avrei mai voluto che il mio rapporto con la Lazio si concludesse in questo modo. Sono stati anni difficili per me, perché non ho potuto mai parlare pubblicamente. Oggi sono finalmente contento ed il tempo mi ha dato ragione. Sono stato zitto in questo periodo per rispetto verso la Lazio e verso i tifosi. Non ho nemmeno risposto a tutte le aggressioni ricevute".
Chissà se, dall'altra parte dello schermo, tra qualche anno ci sarà Keita. Che, nel frattempo, sembra aver confessato ad alcuni amici il suo trasferimento alla Juventus: CONTINUA A LEGGERE
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