Città Celeste archivio2017 Pulici: "Stagione da otto in pagella, ma ieri la Lazio era già in vacanza"
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Pulici: "Stagione da otto in pagella, ma ieri la Lazio era già in vacanza"

redazionecittaceleste
Ecco le parole dell'ex biancoceleste

ROMA - Ai microfoni di Elle Radio, Felice Pulici, ex portiere della Lazio, ha parlato dei biancocelesti. Sulla partita di ieri sera, ha detto: "Nella partita di ieri sera va fatto un grande applauso al Crotone che ce l'ha messa tutta per salvarsi. La Lazio forse era già in vacanza, e non da ieri. E' stato un peccato arrivare quinti pur avendo vinto entrambi gli scontri diretti contro l'Atalanta. Alla Lazio va fatto comunque un grande plauso per quanto fatto vedere. Fossi stato in Inzaghi non avrei chiesto subito rinforzi ma avrei mostrato personalità progressivamente, considerando che il prossimo campionato sarà nuovo e particolare: la Lazio giocherà su tre fronti ma il quarto posto varrà la Champions diretta".

Sulle dirette avversarie per la prossima stagione, ha detto: "La concorrenza sarà agguerrita con le milanesi che torneranno probabilmente in quota, le prime tre che sembrano un pezzo avanti e altre possibili outsider come l'Atalanta di quest'anno. Simone Inzaghi deve rinnovare il contratto e sono d'accordo sulla voglia di mantenere i giocatori migliori, ma in molti casi la cessione di un big può aiutare a rinforzare la squadra. L'esempio della Juventus è importante: vendendo un giocatore come Pogba ha completato la squadra ed è arrivata ai massimi livelli in tutti gli obiettivi, grazie all'acquisto di Higuain. La possibilità di andare in Champions l'anno prossimo tramite il quarto posto merita un investimento in questo mercato".

Su un possibile sacrificato sul mercato, ha detto: "Io temo che alla fine rimanga proprio De Vrij, che al momento è l'anello debole a livello di efficienza fisica. Credo che chi lo vorrà prendere non farà offerte stratosferiche e questo potrebbe essere un problema. Keita lo vedo un po' isolato dal contesto della Lazio, anche per volontà del procuratore la sua mi sembra una strada già tracciata".

Sul possibile arrivo di giocatori già affermati, ha detto: "Bisogna vedere se il presidente è disposto a fare degli investimenti e non a lavorare solo nella logica dell'autofinanziamento. Altrimenti sarà difficile arrivare a calciatori che percepiscono determinati ingaggi. E' giusto far quadrare i conti, bisogna poi considerare che quest'anno le milanesi a fronte di investimenti importanti hanno fatto un campionato modesto, ma sembrano ora pronte ad alzare l'asticella. La Lazio dovrà tenere in conto lo sforzo dell'Europa League, molto impegnativa anche per il numero di partite in più che si andranno a giocare e per le trasferte che si dovranno affrontare. La rosa dovrà essere in grado di reggere l'urto".

Su Strakosha, ha detto: "Per me Strakosha è un buon portiere, ha giocato in particolare un derby memorabile. Però si vede la sua giovane età e deve imparare ancora qualcosina, corre troppo sulla linea di porta tra un palo e l'altro, una cosa non corretta perché toglie forza nella spinta sugli interventi. Lo vedrei bene come titolare con un Marchetti alle sue spalle, se il portiere di Bassano del Grappa accetterà di fargli da guida".

Sul record di Immobile, ha detto: "Il centravanti ha sicuramente giocato la sua migliore stagione. Non mi piacciono invece i record fasulli, come quello della coppia Keita-Immobile: non ha senso paragonarli a Chinaglia e Garlaschelli o a Signori e Casiraghi, perché in campionati erano a 16 e a 18 squadre, non a 20 come adesso. Immobile è sicuramente un giocatore importante per questa squadra, mi sembra si sia legato moltissimo al club e la Lazio deve trovare una spalla di livello per lui, che possa giocare al suo fianco ma anche rappresentare una valida alternativa".

Infine, un voto alla stagione della Lazio:"Otto, perché quando vedo miglioramenti li riconosco. I risultati della squadra hanno riportato un po' di entusiasmo, e questo ha consentito alla tifoseria di ritrovare quel minimo di rapporto. Sarebbe importante trovare una casa, uno stadio in cui il pubblico potesse trasmettere ai giocatori, in maniera diretta, la passione del tifoso".

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