Città Celeste archivio2018 1 vs 1 - Parolo e Pulgar: gli antagonisti imprescindibili di Lazio e Bologna
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1 vs 1 - Parolo e Pulgar: gli antagonisti imprescindibili di Lazio e Bologna

redazionecittaceleste
Ecco la nostra rubrica che descrive le partite della Lazio attraverso i duelli sul rettangolo di gioco.

ROMA - Una partita di calcio è una storia. Un racconto costituito da colpi di scena, epiloghi a volte inspiegabili e situazioni complesse, analizzabili da vari punti di vista che spesso non mettono d’accordo tutti. Ma soprattutto, è composta da personaggi: i protagonisti che attraverso le loro azioni – positive o negative che siano – danno forma alla storia, la rendono interessante e a volte addirittura epica. La Lazio è chiamata al riscatto in campionato, dopo aver frenato con la Juve e con il Cagliari. All'Olimpico arriverà il Bologna di Donadoni. A centrocampo si sfideranno due giocatori grintosi e imprescindibili per le due squadre, dal carattere completamente opposto: Marco Parolo e Erick Pulgar.

L'ANTIPERSONAGGIO

parolo-lazio

Marco Parolo è uno degli imprescindibili della Lazio di Inzaghi. Una sola partita non disputata in campionato quest'anno, il mister non può fare a meno di lui. Corsa, sacrificio, palle recuperate e anche gol. Sono ben 4 le marcature, 5 se aggiungiamo una rete in Europa League. Un modello di comportamento per i compagni Gerardino, così chiamato per paragonarlo al suo idolo Gerard. L’antipersonaggio per eccellenza. Di sè ha detto: «Sono nemico dei social network e persona molto riservata, ma anche quelli come noi servono al gruppo». Insomma, tutta sostanza e zero apparenza. Parolo si esprime in campo, il resto non conta.

L'ANTIEROE

Pulgar

L'imprescindibile di Donadoni è Erick Pulgar. Il cileno, classe 1994, ha saltato solo due partite in questo campionato. Le sue qualità sono evidenti, anche in Liga e in Premier se ne sono accorti. L'esordio in maglia rossoblu, ed in Serie A, è avvenuto proprio contro la Lazio all'Olimpico. A differenza di Parolo, Pulgar fuori dal campo ha fatto sempre parlare di sè. L'anno scorso, dopo aver perso 0-2 con i biancocelesti, è andato a ballare per la Festa della Donna, provocando l'ira dei tifosi emiliani. A settembre invece, dopo essere stato fischiato durante la partita con il Napoli dai propri tifosi, è stato multato per aver postato su Instagram una storia con scritto: "Que la Chupen", di cui evitiamo la traduzione. Ma c'è molto di peggio. Nel 2013 in Cile è stato condannato per aver investito, mentre guidava senza aver conseguito la patente, un signore di sessantasei anni, morto per le conseguenze dell’incidente, fuggendo senza prestare soccorso (ma inseguito da un tassista che ha poi chiamato la polizia). Un'altra volta, sempre in patria, un suo amico ha sparato in aria con una pistola fuori dalla discoteca Caraván, risolvendo così una futile lite con alcuni rugbisti che non hanno inteso sporgere denuncia. Un antieroe, ma si dice che abbia messo la testa a posto. La cosa certa è che in campo sta facendo grandi cose, Parolo e la Lazio sono avvisati.

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